Fermo: Porto Sant’Elpidio, minaccia di buttarsi dal terzo piano: convinto a desistere dai Carabinieri

2' di lettura 14/04/2021 - La vicenda, nata con le premesse più nefaste, grazie al sangue freddo di alcuni Carabinieri della Compagnia di Fermo, si è conclusa bene.

Questi i fatti. Al centralino del numero unico europeo 112, giunge un’invocazione telefonica d’aiuto da parte di una donna disperata, che segnala l’intenzione di suicidarsi del suo ex compagno il quale, in uno stato di forte sconforto, aveva poco prima minacciato di lanciarsi nel vuoto dal balcone al terzo piano della sua abitazione, a Porto Sant’Elpidio. Compresa immediatamente la gravità dei fatti, i due operatori nella centrale operativa carabinieri di via Beni, a Fermo, si organizzano subito. Uno contatta subito telefonicamente, sul cellulare, l’uomo che aveva minacciato di suicidarsi, dopo essersi fatto dare il numero dall’ex compagna. Inizia a parlare con lui, pacatamente, cercando di comprendere l’origine di quello sconforto e tentando di infondergli sicurezza e tranquillità, sia per indurlo a desistere, sia per guadagnare del tempo prezioso. L’altro collega, intanto, attiva subito l’equipaggio della Sezione Radiomobile di Fermo in turno che, a bordo della “gazzella”, in costante contatto con l’operatore di centrale a coordinare le operazioni, raggiunge l’abitazione dell’uomo disperato. Nel frattempo uno degli operatori, oltre a coordinare l’intervento della pattuglia, allerta pure l’intervento di un’ambulanza del 118 e di un equipaggio dei Vigili del Fuoco che, qualche minuto più tardi, partono alla volta di Porto Sant’Elpidio. Il ruolo chiave nella delicata vicenda, però, lo svolge il carabiniere in centrale che riesce a parlare ininterrottamente, per oltre 20 minuti, con l’aspirante suicida, aprendo pian piano una breccia nella sua disperazione, facendogli intravvedere un barlume di luce in fondo al tunnel della disperazione. Ed è proprio quel tempo preziosissimo guadagnato dai due carabinieri in centrale operativa, a fare la differenza tra la gioia ed il dolore, consentendo ai due militari a bordo della “gazzella”, di raggiungere l’abitazione dell’uomo, proprio mentre costui era sul bordo del balcone, con una gamba già protesa nel vuoto. L’opera di mediazione con il 46enne di origini campane, prima avviata dall’operatore in centrale, è stata ripresa dai due colleghi del radiomobile i quali, con non poca difficoltà, parlandogli con tono fraterno, prima lo hanno convinto ad arretrare nella parte interna del balcone e, poco dopo, a rientrare in casa ed a riceverli per un abbraccio liberatorio che metteva fine all’incubo. Con un ultimo sforzo, i due carabinieri ed in sanitari intervenuti nel frattempo sul posto, sono riusciti definitivamente a calmarlo ed a convincerlo a sottoporsi alle cure mediche ed agli accertamenti sanitari del caso.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-04-2021 alle 16:26 sul giornale del 15 aprile 2021 - 189 letture

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