Fermo: Dolci Pasquali. Ecco la Top 5 del territorio fermano tra tradizioni e peculiarità.

5' di lettura 30/03/2021 - Una speciale classifica sulle bontà più apprezzate. Dalle aree interne, fino alla costa, a Pasqua la tavola gioca un ruolo fondamentale.

Ad un anno di distanza, sembra essere tornati al punto di partenza. Il covid la fa ancora da padrone, costringendo l’Italia intera ad una necessaria zona rossa. Tra tamponi, drive test, vaccini e scuole chiuse, un’altra Pasqua è arrivata.

Dal 2020 poco è cambiato, anche in quella occasione festività in casa, con l’unica eccezione, che in quest’anno si potrà assistere dal vivo alle funzioni religiose. Con ristoranti ed osterie chiusi per le restrizioni, tutti i cittadini gusteranno i piatti della tradizione pasquale in casa, con i dolci tipici di questo periodo che occuperanno un posto d’onore nelle portate.

Tolte le immancabili uova al cioccolato, apprezzate soprattutto dai più piccoli per la tanto agognata sorpresa, sono numerosi i dolci della Pasqua legati alla tradizione casalinga. Infatti per questa festività, molte ricette si sono tramandate negli anni ed insieme al Carnevale, la Pasqua è il periodo più prolifico dell’anno per la produzione di dolci e altre prelibatezze. Viste le tante creazioni dolciarie che popolano queste giornate, abbiamo pensato di stilare una speciale classifica per ricordarle e celebrarle.

Nella nostra peculiare Top 5, al 1° posto non potevano mancare i famosi “calcioni”. Diffuse in vari zone d’Italia, le “mezze lune” trovano la loro origine nel Comune di Montegiorgio, non a caso soprannominato “Muntijorgiu cacionà”. Riprodotti dalle vergare dell’intero territorio fermano, sia lungo la costa, che ai piedi dei Sibillini, i calcioni nostrani possono avere due varianti: salati, farciti con formaggio della zona, per i più strong non può mancare il “pecorino, oppure dolci, con al loro interno ricotta e scaglie di cioccolato, in base ai gusti. Infatti, questa seconda versione dolce, è soggetta a varie modifiche, c’è chi aggiunge oltre al cioccolato anche granella di mandorle o di nocciole, chi invece preferisce canditi, ruhm, cannella e una spolverata di zucchero. Molteplici le particolarità per questa ricetta, ma l’ingrediente principale resta sempre lo stesso, le uova.

Al 2° posto altro dolce a base di uova, ovvero la ciambella di Pasqua, o meglio conosciuta come “ciammella strozzosa”. Da sempre parte della cucina marchigiana, è difficile rintracciare la sua origine, ma si pensa possa risalire ai primi del ‘900, precisamente nel Paese di Montappone. Un dolce semplice, che, rispetto alle altre creazioni Pasquali, ha mantenuto la sua conformazione classica, rispettando la tradizione. Con la tipica forma a ciambella, insieme ai calcioni, è il dolce più riprodotto in questo periodo, un perfetto accompagnamento sia per la fine del pasto che per un’entrè. Secondo la tradizione, le “vergare” iniziavano ad impastare queste ciambelle il giorno della Passione di Cristo, per poi farle riposare il sabato e cuocerle la domenica. Gli ingredienti sono quelli classici: uova, mistrà, olio, zucchero, limone grattugiato e farina. Nel fermano, non mancano ciambelle “strozzose” ricoperte da glassa dolce, ma la più apprezzata resta sempre quella tradizionale.

Medaglia di bronzo e 3° posto al dolce con la più lunga preparazione e forse più antico di tutti: “la Pizza dolce di Pasqua”. Originaria della zona maceratese, questa particolare pizza ha preso molto piede anche nella zona montana del fermano. Un dolce che fa della sua lunga preparazione la carta vincente per realizzarlo al meglio. La ricetta miscela alla perfezione sapori decisi con gusti più delicati. Immancabili uova e zucchero, che si accompagnano a latte, olio, limone, farina e il tocco finale dato da uvetta e canditi. Secondo la tradizione, le nonne iniziavano a preparare questa “pizza agrodolce” la mattina, per poi lasciar riposare l’impasto per oltre 10 ore e lavorarlo una volta lievitato.

Appena sotto il podio, una creazione che poi tanto dolce non è, ma allo stesso tempo è molto apprezzata: la “Pizza di Pasqua” o “Pizza con il formaggio”. Con una preparazione simile alla “Piazza agrodolce”, si differenzia dalla precedente per la decisiva aggiunta del formaggio all’impasto, che ne fanno una sorta di "panettone salato". Pecorino, parmigiano, o formaggio stagionato a “pezzi”, tante sono le varianti che caratterizzano questa ricetta. Punto fermo, accompagnarla a qualche salume per un aperitivo perfetto.

5° ed ultimo posto, ma non per importanza, per “lu serpe”. “Ma come?” - diranno i buoni intenditori – “Questo non è un dolce natalizio?”. Ebbene si, avete ragione, ma esiste anche una versione Pasquale. Infatti, il tipico dolce di Falerone e della zona maceratese, che a Natale viene ricreato con le sembianze di un serpente, durante la Pasqua è riprodotto a forma di agnello, il simbolo di questa festività. Gli ingredienti sono i medesimi della variante natalizie, fatta eccezione per la granella di zucchero spolverata in superficie per dare il tipico colore bianco dell’agnello e l’aggiunta del pan di spagna all’interno bagnato di mistrà.

Menzione d’onore, fuori dalla top 5, per la tipica e tanto ricercata “colomba pasquale”. Prerogativa dei forni e delle pasticcerie fermane, di rado viene riprodotta nelle case, ma non per questo mancherà sulle tavole, insieme ai prelibati dolci di questa speciale classifica.








Questo è un articolo pubblicato il 30-03-2021 alle 12:36 sul giornale del 31 marzo 2021 - 129 letture

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