Ancona: carabiniere si toglie la vita con la pistola d'ordinanza

2' di lettura 25/03/2021 - Un carabiniere di 55 anni si è tolto la vita con un colpo della pistola di servizio. Sono stati i colleghi della stazione di Collemarino a ritrovarlo cadavere all'interno della sua auto

Choc a Collemarino: un carabiniere di 55 anni è stato ritrovato privo di vita all'interno della sua auto. Accanto la pistola di servizio che avrebbe usato, secondo gli inquirenti, per suicidarsi. Ad effettuare la tragica scoperta sono stati i colleghi della stazione di Collemarino. L'uomo non ha lasciato messaggi d'addio o altri elementi utili a comprendere i motivi dell'estremo gesto. Lascia la moglie e il figlio.

“E’ un giorno tragico e struggente quello in cui dobbiamo dire addio a un amico, ancor di più se a portarcelo via sono fardelli che pesano silenziosamente sull’anima, fino a schiacciare sotto il loro peso quell’anelito di vita che ci spinge ad andare avanti, sia pur fra mille difficoltà, in questo nostro lavoro delicato e difficile. E oggi viviamo attoniti un altro dramma, un altro ancora, mentre ci lascia l’ennesimo collega che... non ce l’ha fatta. Il pensiero corre subito alla sua famiglia, cui ci stringiamo solidali e commossi, e a questa nostra grande famiglia dell’intero Comparto sicurezza e difesa, che in un’interminabile ecatombe silenziosa perde uno dopo l’altro tanti suoi figli”. Queste le parole di cordoglio espresse in una nota da Paolo Petracca, segretario regionale UNARMA.

“In questi momenti di lutto cercare di capire è necessario, ma purtroppo drammaticamente tardivo - aggiunge Petracca - il dolore è immenso, i dubbi lacerano, il senso di impotenza atterrisce. Specie di fronte a un fenomeno che fra le Forze armate e di polizia esprime numeri agghiaccianti, con ben 258 suicidi in 5 anni. Ma sentirsi impotenti equivale a una resa: intervenire invece si può e si deve, sviscerando e snidando pericoli più subdoli che mai perché ancora molti si accostano a questa tematica con sospetto, sfiducia, eccesso di pudore. Noi, di fronte a tutto ciò, non possiamo che rilanciare forte il nostro appello, perché ogni azione di prevenzione e cura sia messa in campo, senza che nulla resti intentato. Ogni singola vita dei Servitori dello Stato lo merita”.


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Questo è un articolo pubblicato il 25-03-2021 alle 16:54 sul giornale del 26 marzo 2021 - 654 letture

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