Il Pd sul Covid: "La Provincia di Ancona ridotta a un lazzaretto a cielo aperto dalla giunta Acquaroli

maurizio mangialardi 2' di lettura 22/02/2021 - Da mesi il gruppo assembleare del Partito Democratico denuncia gli errori marchiani nella strategia messa in campo dalla giunta Acquaroli nella lotta al Covid-19, proponendo soluzioni concrete e di facile applicazione che, allo stato attuale, avrebbero certamente consentito di non arrivare al disastro attuale in cui versano le Marche.

Per contro abbiamo ricevuto solo parole di scherno e arroganza da parte della maggioranza e l’assordante silenzio di un presidente muto e costantemente sorpreso dagli eventi, incapace di assumere decisioni ed eterodiretto dalla segreteria nazionale di Fratelli d’Italia e dalla sua mentore Giorgia Meloni. Oggi, a certificare l’inevitabile fallimento di Acquaroli e Saltamartini, arriva l’impietosa fotografia scattata da un luminare come il professor Andrea Crisanti che, come avevamo da tempo sostenuto, liquida come sostanzialmente inutile lo screening di massa tanto sbandierato dalla giunta, poiché condotto con una metodologia errata e strumenti forse non sempre idonei. La presa di posizione del professore squarcia il velo di ipocrisia che ha coperto fino a oggi una politica regionale sciagurata, la quale ha prodotto una curva dei contagi fuori controllo, ospedali ormai prossimi alla saturazione dei posti letto, scuole divenute focolai di contagio a causa di una riapertura senza alcuna misura precauzionale e attività commerciali sempre più in difficoltà.

Un quadro che Acquaroli non poteva non conoscere nel momento in cui, giovedì scorso, trasformava la provincia di Ancona in una sorta di lazzaretto a cielo aperto, salvo poi riaprire tutto la domenica. Ora si tenta di correre al riparo con nuove misure restrittive inutili e contraddittorie, che dimostrano ancora una volta tutta l’impreparazione e il pressapochismo del presidente. La decisione di dichiarare un comune in zona gialla o arancione, infatti, non può essere assunto solo sulla base del numero dei contagi registrati nella propria comunità, ma consta di ben altri numerosi parametri di cui gli amministratori locali non possono disporre. Dunque è fin troppo chiaro l’intento furbesco di Acquaroli di deresponsabilizzarsi rispetto al proprio dannoso operato, scaricando nelle mani dei sindaci responsabilità che vanno oltre le loro competenze.

Purtroppo è palese che, allo stato attuale, la situazione sia completamente sfuggita di mano, e ciò non resterà senza conseguenze per la salute dei cittadini, soprattutto per quelli che rientrano nelle fasce più deboli. Tanto è vero che la giunta regionale non è stata ancora in grado di mettere in atto un piano di vaccinazione efficace per gli over 80 e le persone affette da disabilità, il quale continua a procedere molto rilento e penalizza drammaticamente le popolazioni delle aree interne. Infine, sul lato economico, ci chiediamo: dopo aver cavalcato demagogicamente la protesta delle imprese del settore sciistico, chi ristorerà le perdite determinate dalle chiusure determinate dalla nuova ordinanza?


da Gruppo assembleare del Partito democratico - Assemblea Legislativa delle Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2021 alle 15:08 sul giornale del 23 febbraio 2021 - 771 letture

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