Una vita per la medicina senza paura: Renato Pizzi presenta il suo libro sul medico jesino Giuseppe Cipolat

5' di lettura 09/02/2021 - Renato Pizzi ha scritto una biografia dedicata al medico jesino Giuseppe Cipolat. Un personaggio dalla vita avventurosa, spesa per la medicina in Africa e in Vallesina.

Chi era Giuseppe Ciopolat e cosa rende così interessante la sua storia?

Devo dire che ho conosciuto questa persona ormai oltre dieci anni fa, ma sono rimasto subito impressionato sia dal suo carattere sia dalle vicende della sua vita, che meriterebbe una sceneggiatura cinematografica: Cipolat nasce nel 1915 nel Katanga, ricca regione mineraria dell’allora Congo Belga, dove la sua famiglia di imprenditori si era trasferita molti anni prima dal Friuli. Frequenta le scuole elementari in Sudafrica, le medie a Malta e infine il liceo classico nel prestigioso istituto De Mérode a Roma, dove infine si laurea in medicina con 110 e lode a venticinque anni.

Siamo arrivati al 1940…

Infatti. Cipolat si arruola in Marina come ufficiale medico nel Reggimento San Marco e pochi mesi dopo aver preso servizio si guadagna una medaglia di bronzo al valore, quando la nave su cui è imbarcato di passaggio viene attaccata da vascelli nemici e lui salva la vita a un marinaio gravemente ferito dalle schegge di un proiettile avversario.

Nel 1943 l’Italia si arrende agli alleati…

Nel 1943 Cipolat è di stanza in Sicilia. Al tutti a casa si incammina anche lui verso Roma, ma tra Salerno e Napoli viene catturato dagli americani, che tuttavia, resisi conto che è un medico e parla perfettamente inglese, lo impiegano nella profilassi dell’epidemia di tifo petecchiale che era scoppiata nella regione.

È già una storia interessante, ma che succede a Cipolat al ritorno dalla guerra?

Beh, riprende il lavoro di medico chirurgo al San Camillo di Roma e negli anni successivi si trasferisce prima a Jesi, poi a Montecarotto dove ha vinto il concorso per Primario di Chirurgia. Lì si sposa, mette su famiglia fino all’estate del 1960.

Quando?

Quando l’ex Congo Belga appena diventato indipendente è sull’orlo di una guerra civile, in buona parte fomentata dai belgi che nella ex colonia hanno grossi interessi economici. I belgi e le compagnie minerarie favoriscono il tentativo di secessione del Katanga, la regione dove Cipolat è nato; l’ONU interviene con una missione di pace e chiede all’Italia di partecipare. Il governo italiano accetta e chiede alla Croce Rossa di organizzare un Ospedale nella regione. La CRI incarica il suo Corpo Militare…

La CRI ha un Corpo Militare?

Sì, come il Corpo delle Infermiere Volontarie è una struttura ausiliaria della Sanità militare, deriva dalle brigate di soccorso ottocentesche che andavano a recuperare i soldati feriti nei campi di battaglia, ma ne parliamo un’altra volta! L’allora Direttore Generale della CRI, originario di Jesi, si ricorda di questo medico nativo del posto. Gli viene offerto di arruolarsi nel Corpo Militare col grado di capitano e prendere il comando di questa missione; lui accetta a condizione di scegliere lo staff sanitario, che recluta tra le sue conoscenze locali (uno di questi fu il dott. Lamberto Cenerelli, indimenticato primario di anestesia all’ospedale di Senigallia).

E così Cipolat parte per il Katanga…

È così. Dopo qualche mese si fa raggiungere da moglie e figli (non dimentichiamo che parte della famiglia vive là da decenni) nella città di Elisabethville dove è allocato l’ospedale. Senonchè dopo poco scoppia un sanguinoso conflitto tra secessionisti e Caschi Blu che supportano il governo legittimo. Nei successivi due anni il dottor Cipolat dirige l’ospedale nel mezzo dei combattimenti, con la sua famiglia accanto.

E che succede?

Di tutto, ma per scoprirlo vi invito a leggere il libro! Ne vale la pena e peraltro la famiglia Cipolat (tutti i figli sono medici come il padre: il dr. Luca ha il suo studio a Jesi, le sorelle Lucia e Letizia lavorano tra Milano e Bologna) con la mamma Giuseppina in testa - Giuseppe è mancato nel 2010 - ha deciso di devolvere alla Croce Rossa i proventi delle vendite del libro.

Lasciami infine ricordare che questo piccolo lavoro reca la prefazione di Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, oltre alla postfazione del generale medico Gabriele Lupini, Ispettore Nazionale del Corpo Militare Volontario della CRI.

Programmi per la diffusione di questa biografia?

Ma guarda, volevamo a tutti i costi uscire entro il 2020 per il sessantesimo anniversario dell’operazione ONUC e quindi il libro è già in circolazione da novembre scorso, ma a causa delle attuali restrizioni sanitarie stiamo programmando, con l’ufficio storico della CRI, alcune presentazioni online a livello nazionale. A Jesi la prima uscita sarà possibilmente presso i Lions della cui sezione locale il dr. Cipolat fu socio fondatore. Il libro per ora è disponibile a Jesi presso la libreria Incontri, la Edicola Cattolica e il Mondadori Bookstore, mentre a Senigallia presso Ubik in corso II giugno. La Croce Rossa sta organizzando per questo mese delle presentazioni online a livello nazionale e tra poco si potrà acquistare anche nelle piattaforme online. Appena la situazione lo permetterà poi, organizzeremo delle presentazioni ‘dal vivo’, speriamo presto.

In quel caso torneremo di sicuro a parlarne. Per ora in bocca al lupo per questa iniziativa!

Grazie a voi per l’ospitalità.

Renato Pizzi
Nato a Senigallia nel 1960. Dal 1986 è volontario della Croce Rossa Italiana e ufficiale in congedo del suo Corpo Militare Volontario. Laureato in Scienze sociali per gli enti non profit e la cooperazione internazionale, è istruttore di Diritto internazionale umanitario nella Croce Rossa Italiana e consigliere giuridico nelle Forze Armate. È membro dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario di Sanremo.








Questa è un'intervista pubblicata il 09-02-2021 alle 12:09 sul giornale del 10 febbraio 2021 - 183 letture

In questo articolo si parla di michele pinto, redazione

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