Fermo: Servigliano: La polizia di Stato commemora il questore Giovanni Palatucci. Inaugurata una targa presso la Casa della Memoria

3' di lettura 09/02/2021 - Aiutò gli ebri durante il secondo conflitto mondiale e, scoperto, fu internato a Dachau dove morì a soli 35 anni

Stamattina, presso la Casa della Memoria di Servigliano, nella ricorrenza della sua morte (10/2/1945) è stata inaugurata una targa in memoria di Giovanni Palatucci, ultimo questore reggente di Fiume che si distinse durante la 2° guerra mondiale salvando dalla deportazione migliaia di ebrei. Accusato di cospirazione fu poi arrestato e deportato a Dachau dove morì di stenti a soli 35 anni, poche settimane prima della liberazione. Riconosciuto Giusto tra le Nazioni nel 1990 e premiato con la Medaglia al merito civile della Repubblica nel 1995, per il Questore Palatucci nel 2004 anche il Vaticano ha avviato il processo canonico di beatificazione. Negli ultimi anni la Polizia di Stato ha dato vita a numerose iniziative per rendere sempre viva l’opera dell’eroico questore e farne memoria per l’alto valore morale del suo insegnamento per tutto il personale.

Non poteva che cadere sulla Casa della Memoria di Servigliano, ormai Monumento nazionale dell’Umanità, la scelta del luogo dove apporre la targa in memoria di Palatucci, donata dal Comune e realizzata dagli artisti Salvatore Pallotti e Piero Battaglini, situata proprio a ridosso dell’ulivo messo a dimora stamattina per la celebrazione. Celebrazione densa di significato e di memoria, che non può e non deve essere dispersa, alla quale erano presenti tutte le autorità politiche, civili e religiose, dal Prefetto Vincenza Filippi al Questore Rosa Romano, dal Vescovo Rocco Pennacchio al Vicepresidente provinciale Floriano Pompozzi, oltre al Sindaco di Servigliano Marco Rotoni e al presidente della Casa della Memoria Giordano Viozzi e ai Comandanti Provinciali di Polizia e Carabinieri.

“Siamo in un luogo simbolo che rigenera l’essere umano e ci riempie di responsabilità - ha commentato Rotoni - quella di portare avanti un valore, un progetto educativo nei confronti dei giovani. Da queste cerimonie traiamo tanta energia e entusiasmo. Abbiamo avuto la fortuna di avere qui a Servigliano la Senatrice Segre che ci ha dato la carica e il coraggio di trasferire certi valori a tutta la comunità. Valori che a volte ci sfuggono, ma la sfida è proprio quella di recuperarli e trasferirli, scegliendo ogni giorno da che parte stare. Le persone che hanno attraversato il secolo del 900 qui a Servigliano, che hanno abitato oggi il parco della Pace e ieri campo di concentramento, sono salite su un treno che passava proprio qui. In occasione della sua visita la Segre ci disse “io su quel treno ci sono salita, ci sono e non scenderò mai”. La nostra difficoltà è quella di salire su quel treno e avere il coraggio di esserci sempre, con forza, sapendo qual è la direzione giusta e avendo noi la responsabilità di essere esempio”.

Il Presidente della Casa della Memoria Viozzi, riallacciandosi al discorso del Prefetto Filippi, ha sottolineato le congiunzioni tra Palatucci e la storia del Campo di Servigliano, di prigionia prima e di raccolta profughi poi, di cui la maggior parte proveniva proprio dalla città di Fiume dove il questore ha compiuto i suoi atti eroici. “Inaugurare una così importante testimonianza oggi per noi ha doppio valore - ha detto - perché Palatucci è un Giusto tra le Nazioni e uno dei nostri desideri è creare proprio un Giardino dei Giusti all’interno del campo”.






Questo è un articolo pubblicato il 09-02-2021 alle 17:47 sul giornale del 10 febbraio 2021 - 116 letture

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