Nuova udienza del processo per il crack Banca Marche: ascoltato il prof. Piero Alessandrini

banca marche| 2' di lettura 08/02/2021 - Si è tenuta presso il Tribunale penale di Ancona un’altra udienza del processo penale sul crack Banca Marche, nella quale è stato interrogato dall’Avv. Corrado Canafoglia per oltre 5 ore come teste il Prof. Pietro Alessandrini, che ha ricoperto il ruolo di consigliere del Cda e di membro del comitato di controllo e rischi della Banca.

Alessandrini ha riferito particolari salienti e ha confermato che il 12 agosto 2013 il Prof. Masera, ultimo presidente del cda di Banca Marche, aveva inviato a Bankitalia una nota dove suggeriva il ricorso all’amministrazione straordinaria; fatto finora sconosciuto, dal momento che fino ad oggi tutti sapevano che Masera in quel periodo si stava attivando per cercare una soluzione alla crisi della banca. Il Prof. Alessandrini ha poi confermato che Bankitalia a settembre 2013 versò 4 miliardi e 2,3 milioni a Banca Marche affinchè quest’ultima pagasse il debito che aveva verso BCE, somma che poi Bankitalia recuperò durante il commissariamento.

Il teste infine ha rivelato che il prestito della BCE era garantito da crediti in bonis che Banca Marche aveva verso la propria clientela, crediti però che non furono svalutati a differenza di quelli invece che erano liberi in pancia della banca. L’importante svalutazione dei crediti produsse poi una perdita di 750 milioni di euro che causò il commissariamento della banca e venne portata avanti dagli uffici della banca e da un team di ispettori di Bankitalia, i quali però non attenzionarono i crediti che invece erano stati dati in pegno a BCE. Alessandrini ha anche raccontato che tra luglio e agosto 2013 ci furono contatti con vari potenziali partners bancari interessati a partecipare ad entrare nel capitale sociale di Banca Marche e tra essi anche il gruppo San Paolo Intesa. Tutte queste trattative che non ebbero un esito positivo ed oggi Banca Marche è rientrata nell’ambito del gruppo San Paolo per un prezzo di 0.33 euro.

Il Prof. Alessandrini ha confermato infine che i criteri di svalutazione dei crediti furono adottati dal Direttore Generale Goffi, che si confrontava con Bankitalia, e quindi il Cda della banca non potèche recepire tale massiccia svalutazione dei crediti. Il processo è stato rinviato a lunedì prossimo.






Questo è un articolo pubblicato il 08-02-2021 alle 20:02 sul giornale del 09 febbraio 2021 - 271 letture

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