Fermo: A.N.I.LIS: l'infinito a portata di mani

4' di lettura 29/01/2021 - Associazione Nazionale Interpreti LIS

Intervista ai fondatori:

1. Com’è nata l’idea di creare A.N.I.LIS e perché?
L'idea di creare ANILIS nasce dai soci fondatori che hanno maturato l'esigenza di rappresentare la categoria degli Interpreti di Lingua dei Segni. Professionisti che operano anche a livello istituzionale ma che nonostante il loro impegno, manifestato in ogni situazione al fine di garantire inclusione e pari opportunità, di fatto ad oggi non sono riconosciuti. Aspetti altrettanto importanti sono: il riconoscimento delle malattie professionali, la maternità, la tutela del lavoratore dal punto di vista previdenziale e la stabilizzazione di questa figura professionale.

2. A cosa è dovuta la scelta del simbolo dell’infinito come logo dell’Associazione?
La scelta del simbolo infinito è legata al desiderio di voler esistere e resistere nel tempo al fine di raggiungere e mantenere le conquiste dei diritti, finora dimenticati, dei professionisti interpreti LIS. È un impegno che ha un inizio e mai una fine; nel senso che vogliamo creare benessere, dare certezze e sicurezze, dire basta al precariato che ha sempre contraddistinto tale categoria. Vogliamo vivere dignitosamente di questo lavoro!

3. Cosa la contraddistingue dalle altre due associazioni di categoria?
Non vogliamo entrare nel merito di tali associazioni, piuttosto ci interessa lavorare sugli obiettivi importanti che finora nessuna associazione di categoria ha concretizzato. Gli Interpreti di Lingua dei Segni hanno la necessità di essere rappresentati per superare l'immobilismo finora vissuto dal nostro settore.

4. Quali sfide vi attendono?
La prima sfida è quella di accogliere i professionisti, garantire loro aggiornamento e supporto, coordinarli affinché, con progetti alla mano, possano attivarsi per la creazione di posti di lavoro stabili, in collaborazione con i territori, le Istituzioni, le Regioni e i Comuni. Acquisire la consapevolezza che uniti si può andare lontano. Un'altra conquista sarà quella del riconoscimento professionale, con tutti i diritti che ne conseguono. Noi crediamo in questa professione e faremo di tutto per realizzare delle sinergie al fine di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.

5. Quali sono attualmente le condizioni lavorative in cui versano gli interpreti LIS in Italia?
Per il momento assistiamo al fenomeno secondo cui ognuno si prende cura del proprio orticello. Noi vogliamo superare questa mentalità con progetti innovativi al fine di garantire un’occupazione reale, responsabilizzando in primis il Governo italiano. Ad oggi gli interpreti ‘tirano a campare’ e molti di loro fanno altro per sopravvivere. Noi vogliamo restituire dignità a tale professione. Basta precariato! C'è ancora molto da fare in termini di accessibilità. Il lavoro non ti viene a cercare, ma lo trovi soltanto se hai capacità imprenditoriali ed è questo che ci distingue dalle altre associazioni. Noi lavoriamo per il benessere di tutti, in primis per quello dei nostri colleghi.

6. Che cosa si intende per istituzionalizzazione della figura professionale?
Istituzionalizzare gli interpreti LIS è qualcosa che viene da lontano. La Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità sancisce, in tema di inclusione, i principi fondatori di tale professione. L'accessibilità per i sordi è garantita anche dalla presenza degli interpreti LIS. La comunicazione al grande pubblico deve essere accessibile a tutti; merita l'attenzione di una progettualità che aiuti le Istituzioni a fare bene. Immaginate di dover rendere accessibili ospedali, centri di cultura, musei, aeroporti, porti, stazioni ferroviarie, formazione professionale regionale, televisione, comuni, Regioni, turismo e molto altro. Ecco cosa vuol dire per noi istituzionalizzare tale professione. Ma questo richiede in primis altruismo, pensare dunque non a se stessi ma progettare per il bene di tutti, avere una visione più ampia e soprattutto accettare di adoperarsi per un bene più grande, quello della nostra categoria. Tutto ciò finora è venuto meno. Abbiamo visto soltanto grandi professionisti salire in cattedra, senza tuttavia lasciare il segno. Noi sentiamo questa responsabilità e andremo fino in fondo.

7. Interprete e Performer: due facce della stessa medaglia?
Certamente. Il Performer LIS è prima di tutto un interprete e poi un artista del quale possiamo semplicemente apprezzare il talento e la capacità di spingersi oltre ogni limite. Molti temono tale figura, in realtà sono ulteriori abilità che un interprete possiede e di cui va riconosciuto il valore. Noi intendiamo farlo perché le opere teatrali, i programmi televisivi e tutti gli spettacoli possono e devono essere resi accessibili. L'arte, la musica e la cultura sono patrimonio di tutti e quindi anche dei sordi.

8. Qual è il motto dell’Associazione?
Il motto dell’Associazione è: Per contare, contiamoci!
Questo perché il valore della nostra associazione si può portare avanti soltanto insieme, creando le giuste sinergie che ci permettano di CONTARE, di valere per davvero.

Per ulteriori informazioni: https://www.anilis.it


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 29-01-2021 alle 18:43 sul giornale del 30 gennaio 2021 - 119 letture

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