Aggregazione tra Banco Marchigiano e la Banca del Gran Sasso d’Italia: firmato il protocollo d’intesa

4' di lettura 23/12/2020 - Storica firma a Civitanova, dove il Banco Marchigiano e la Banca del Gran Sasso d’Italia BCC hanno siglato il protocollo d’intesa con il quale si da il semaforo verde all’aggregazione tra i due istituti di credito, marchigiano e abruzzese. Nascerà una nuova Banca Interregionale.

Presso il quartiere generale dell’Istituto marchigiano, in viale Matteotti, la storica intesa è stata sancita dal presidente del Banco Sandro Palombini, dal suo direttore generale Marco Moreschi e dal vicepresidente Marco Bindelli, insieme ai rispettivi omologhi abruzzesi: il presidente Giulio Cesare Sottanelli (già deputato della Repubblica), il vicepresidente Gabriele Di Simone e il direttore generale Maria Concetta Di Saverio. L’articolato percorso che inizierà fin da subito procederà in base ad un serrato cronoprogramma che vedrà la nascita ufficiale del nuovo istituto di credito, frutto della fusione, per l’1 ottobre 2021.

«Per la prima volta ci apriamo ad un’area extraregionale – dice Palombini – accettando con entusiasmo la sfida di misurarci con nuovi territori, nuovi fabbisogni e nuove attività da sviluppare. Un ulteriore step di crescita per la nostra Banca che sempre più intende porsi come punto di riferimento, ora con un orizzonte non più solamente regionale ma interregionale. E, in questo step di crescita, abbiamo deciso di unire le forze con una realtà, piccola ma virtuosa, come la Banca del Gran Sasso d’Italia». «E’ stata una giornata storica per i due istituti di credito e per il territorio – aggiunge Sottanelli – abbiamo fatto il primo passo importante di un lungo cammino, per una banca interregionale che ci vedrà protagonisti nel mondo del credito cooperativo nei due rispettivi territori regionali. Tutto questo porterà benefici ai soci, al territorio, ai clienti e ai dipendenti».

Archiviata la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra i due istituti, ora la palla passerà alla progettazione e redazione del piano industriale di fusione tra le due banche poi ci sarà il passaggio ufficiale con i due consigli di amministrazione previsti per i primi di marzo. Seguiranno vari passaggi autorizzativi da parte dell’Autorità di Vigilanza Europea, la BCE con l’ausilio della Capogruppo per poi arrivare al cruciale passaggio delle assemblee straordinarie dei soci delle due banche che si terranno a cavallo tra fine luglio e inizio agosto. La stipula dell’atto di fusione avverrà a fine settembre per poi procedere allo start ufficiale, come detto, l’1 ottobre 2021. Il tutto avverrà ovviamente sotto l’egida della capogruppo di cui fanno parte entrambe le Banche, ovvero Cassa Centrale Banca spa.

La nuova banca avrà un totale di 11.400 soci, frutto dei 9.000 del Banco e dei 2.400 della Banca abruzzese; le filiali saranno 28 (25 Banco e 3 Banca del Gran Sasso d’Italia BCC), i dipendenti saranno 188 (171 quelli marchigiani e 17 i colleghi provenienti dall’Istituto limitrofo; il patrimonio complessivo sarà di 71 milioni (66 Banco, 5 Gran Sasso), mentre l’attivo patrimoniale sarà di oltre un miliardo e 100 milioni, frutto dell’oltre un miliardo del Banco e dei 64 milioni dell’istituto abruzzese. Alle 25 filiali del Banco Marchigiano, articolate tra le provincie di Pesaro, Ancona, Macerata e Fermo, si aggiungeranno pertanto le filiali dell’Istituto abruzzese di Pineto e Montorio al Vomano, provincia di Teramo, e quella de L’Aquila. Ancora per quel che concerne la copertura territoriale, la nuova Banca farà registrare fin da subito numeri importanti nel mondo delle Bcc italiane per il numero di province coperte (ben sei: Pesaro, Ancona, Macerata, Fermo, Teramo, L’Aquila) e di Comuni serviti per competenza (106, di cui 32 della Banca del Gran Sasso d’Italia Bcc e 74 del Banco Marchigiano).

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-12-2020 alle 16:48 sul giornale del 24 dicembre 2020 - 435 letture

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