Fermo: Il Cappello patrimonio dell'Unesco?

3' di lettura 08/12/2020 - Se ne è parlato al convegno su Tipicità on line

l Cappello potrebbe candidarsi all’Unesco per diventare patrimonio dell’umanità. Il sogno e i presupposti ci sarebbero, la strada è ovviamente lunga, ma percorribile. La proposta è emersa in seno al Convegno organizzato dalla Event Planner e Fundraiser Daniela Calisti sulla piattaforma di Tipicità on line 2020, in cui si è parlato di piani di Marketing e di futuro post covid e in cui si sono alternati diversi relatori.
Tra questi Paolo Marzialetti, Presidente Nazionale Settore Cappello e Vicepresidente Federazione Italiana Tessili Vari, che ha acceso i riflettori su una delle eccellenze del nostro territorio fermano che è appunto il Distretto del Cappello, rappresentato principalmente da Montappone ( il Museo del Cappello e la Mostra permanente " Il cappellaio pazzo") e Massa Fermana che insieme ne costituiscono il core-business . Un distretto che rappresenta il 70% della produzione di cappelli in Italia e il 50% di quella mondiale e che secondo Marzialetti “ guarda al futuro con un piano di marketing territoriale che deve necessariamente passare attraverso un innalzamento della qualità del prodotto ma anche di forme di co-branding con aziende dell’abbigliamento e del lusso che scelgono di produrre nel nostro distretto". Più in generale, per Marzialetti, " vanno migliorate quelle condizioni per cui le aziende che vogliono produrre un cappello di un certo pregio, siano attratte dal nostro distretto”.
“ Anche i manufatti hanno subito e stanno subendo un’evoluzione- ha analizzato il Presidente Italiano- Il Distretto è nato con i cappelli di paglia, la cui materia prima da diversi decenni viene importata dall’estremo oriente, Cina e Vietnam in particolare, e più recentemente anche dall’Ecuador per la produzione dei famosi Panama di fascia più alta. Proprio con l'Ecuador era prevista nel 2020 ma rinviata causa Covid. una Convenzione che porterà alla definizione di un gemellaggio tra la Regione Marche e la Municipalità di Cuenca. Però la strategia degli ultimi anni di affiancare la produzione locale con la commercializzazione di cappelli “ finiti” importati dalla Cina oggi non funziona più, perché il mercato chiede un sempre più alto livello di qualità. Ecco quindi che l’evoluzione futura del distretto marchigiano, che gode di un riconoscimento a livello mondiale e fonda il proprio valore sulla tradizione artigianale e sulla professionalità acquisita che si tramanda da generazioni, dovrà passare anche attraverso la creazione di un Marchio Territoriale di Origine e Qualità, già riconosciuto dalla Regione Marche, denominato, appunto, “ Marche the Land of Hat”, affiancato a quello regionale “ 1 M Marche Eccellenza artigiana”.
Il Convegno on line di Tipicità ha registrato anche la partecipazione straordinaria, e incerta fino alla fine per impegni a Saxa Rubra, di Barbara Capponi, marchigiana e giornalista di fama, nonché conduttrice del Tg1 Rai. Proprio la Capponi che ha ammesso di non saper dire di no alle chiamate della sua terra di origine, ha ricordato la sua intensa collaborazione con il presidente Marzialetti in convegni e iniziative varie che avevano come protagonista il Distretto del Cappello, per promuovere l’eccellenza e il riconoscimento di questa attività manifatturiera unica e nostra, che è sotto i riflettori di tutto il mondo.






Questo è un articolo pubblicato il 08-12-2020 alle 18:33 sul giornale del 09 dicembre 2020 - 233 letture

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