Civitanova: Dalla tragedia la forza per aiutare il prossimo: nasce l'associazione Il Principe Mattia Perini

3' di lettura 22/07/2020 - Tenere vivo il ricordo di Mattia e far sì che la sua morte non sia stata vana. Con questa idea è nata qualche settimana fa l’associazione il Principe Mattia Perini, fondata al padre del giovanissimo scomparso lo scorso gennaio in un tragico incidente alla stazione di Loreto.

Un’associazione che vuole catalizzare in progetti legati al sociale la forza scaturita da quel dolore inconsolabile. «Purtroppo quando capitano cose del genere si possono prendere solo due strade: o ti abbandoni e ti chiudi in te stesso o reagisci – evidenzia Giordano Perini, padre di Mattia e promotore dell’iniziativa presentata mercoledì mattina in Comune – io per carattere non riesco mai a stare fermo e ho imboccato la seconda via, lanciando questa associazione. Non c’entra molto con quello che voleva fare Mattia della sua vita, lui sognava di studiare, fare lo chef, girare il mondo. Io avevo preso contatti per rilevare la gestione di Casal Diana per farne un luogo per feste di compleanni e altro, avrei voluto coinvolgerlo in qualche modo. Questa associazione nasce con l’obiettivo di promuovere progetti di sensibilizzazione nelle scuole e nelle associazioni sportive con eventi, tornei ed altro. A breve avremo un incontro con la Fondazione Ema Pesciolinorosso per preparare un libro su Mattia stiamo cercando una sede. Vorrei che Mattia venisse ricordato per quello che era: una persona dal grande cuore».

Il sindaco Fabrizio Ciarapica ha offerto tutto il suo sostegno a questo progetto, nel quale sono già coinvolti molti ragazzi che avevano conosciuto il 16enne cresciuto tra Montecosaro e Civitanova. «La spinta di fondo è quella di far sì che quella tragedia non sia stata vana – sottolinea il primo cittadino, cui Perini ha regalato un pallone con stampata la foto di Mattia – trovando nella sciagura le motivazioni per fare qualcosa per gli adolescenti. La morte di Mattia sconvolse tutti, il funerale ce l’ho ancora impresso in mente per le tantissime persone che c’erano. Vedere Giordano trovare una forza positiva da questa tragedia è davvero encomiabile. Per questo volevamo fare qui il battesimo di questa associazione, che sarà una risorsa in più per la nostra città».

Giordano Perini sta ancora lottando per vedere fatta chiarezza su alcuni angoli oscuri della vicenda. «Io da 6 mesi e mezzo non chiudo occhio di notte, ci sono cose che non accettiamo, attendiamo ancora risposte che non ci sono per capire se la morte di Mattia si poteva evitare in qualche modo – aggiunge Perini – per questo abbiamo anche interessato Le Iene. Noi abbiamo saputo dell’incidente alle 16, ovvero due ore dopo lo stesso. Non ci hanno fatto vedere Mattia se non a 30 metri di distanza coperto da un telo verde. Non lo auguro nemmeno al mio peggior nemico. Per questo sono in contatto con un’azienda del Bresciano che sta sviluppando una app che avverte in tempo reale i familiari di chi ha avuto un incidente, vorremmo entrassero nel nostro progetto. Non vogliamo che altri siano costretti a vivere quello che abbiamo vissuto noi».

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Questo è un articolo pubblicato il 22-07-2020 alle 15:07 sul giornale del 23 luglio 2020 - 283 letture

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