Fermo: Il paziente guarito: "Non ho mai trovato nella mia vita, un personale sanitario migliore di quello del Murri"

2' di lettura 26/03/2020 - Almerino Tonelli, il paziente di Pesaro guarito dal Covid-19, ringrazia tutto lo staff dei reparti malattie infettive e rianimazione dell'ospedale Murri di Fermo per la professionalità e umanità dimostrate durante la sua permanenza.

Al telefono si commuove, parla con il cuore in mano mentre racconta la sua storia.

Era a Pesaro il 2 marzo quando ha avvertito i primi sintomi, e si è subito recato al Pronto Soccorso di Urbino, dove dopo una lastra lo hanno mandato a casa con diagnosi di una polmonite da influenza, da curare con terapia antibiotica.

Visti i peggioramenti, il 5 marzo è tornato in PS ed è risultato positivo al tampone. Da quel momento, a causa di mancanza di posti, è stato trasferito all'ospedale Murri di Fermo.

"Sono stato ricoverato nel reparto infettivi per qualche giorno – racconta Tonelli – ma la mia fase respiratoria non era ottimale, facevo fatica a respirare da solo; per questo mi hanno portato in rianimazione".

Non è stato intubato, ma per sei giorni è stato curato con la respirazione artificiale. Sono momenti duri che non vuole ricordare. Ciò che invece vuole sottolineare, è il trattamento umano che infermieri e dottori gli hanno riservato.

Era da solo in rianimazione; la sua famiglia non ha potuto essergli vicina?

"No, non ho mai potuto parlare con le mie figlie, però i dottori hanno telefonato alla mia famiglia ripetutamente per aggiornarla sulla mia condizione di salute. Gli infermieri mi erano d'aiuto in ogni modo: mi lavavano, mi radevano, svolgevano questi lavori con molta umanità. Una dottoressa in particolare ha cercato di aiutarmi il più possibile. È difficile trovare uno staff del genere. Dottori e infermieri sono due staff eccezionali".

Dal 18 marzo Tonelli è stato sotto osservazione fino al giorno della TAC definitiva, che ha decretato la guarigione. Il 23 marzo ha ripetuto il tampone, che stavolta, finalmente, è risultato negativo.

Il messaggio che vuole mandare va a tutto il personale sanitario che si è preso cura della sua malattia dall'inizio alla fine. Non avendoli mai visti in volto durante il suo ricovero a causa dei dispositivi di protezione da loro indossati e non conoscendone i nomi, non potrà mai riconoscerli singolarmente, ma Tonelli li ricorderà per sempre.

"Un giorno, quando tutto questo sarà superato, verrò a Fermo a fare una passeggiata per ringraziarli simbolicamente. Rimarranno tutti nel mio cuore, è gente speciale".


di Marina Mannucci
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 26-03-2020 alle 12:24 sul giornale del 27 marzo 2020 - 7498 letture

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