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Fermo: Servigliano: dalla Prigionia alla Cultura. L’Ex Baracca del Campo CPG-59 diventa una Biblioteca.

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Presentato il Progetto. Presenti il Segretario Regionale Mibact Marche, il Prefetto Vincenza Filippi e gli Architetti. Sindaco Rotoni: “Questo fa veramente bene al nostro essere uomini”.

Le tragedie, le sofferenze e le vite stroncate ingiustamente non vanno dimenticate. Questo è l’obbiettivo di noi cittadini. Le Amministrazioni e le Istituzioni hanno il compito di creare i mezzi ed i presupposti affinchè la memoria resti viva. Tutto questo e molto altro è ciò che sta facendo il Comune di Servigliano. Ultima importante iniziativa è stato recupero in biblioteca dell’ex baracca del Campo di prigionia CPG-59.

La Conferenza di presentazione è andata in scena venerdì 31 Gennaio e si è svolta presso la sede della Casa della Memoria, la nota Associazione del luogo che da anni si impegna per mantenere vivo il ricordo delle tante vittime dell’olocausto passate dal Campo di Servigliano. Presenti all’incontro, oltre al Sindaco della Città Marco Rotoni ed al Presidente dell’Associazione Giordano Viozzi, anche il Segretario Regionale del Mibact Marche l’Arch. Corrado Azzolini, sua Eccellenza il Prefetto Vincenza Filippi e gli Architetti e Progettisti Cocchi e Conforti, che hanno seguito il recupero.

“Diamo il benvenuto a tutti in questa giornata davvero importante per noi – introduce Viozzi - Oggi presenteremo il recupero dell’Ex baracca, che con i lavori di recupero e riqualificazione, diventerà una biblioteca. Questo è anche il percorso per il recupero della memoria del campo. È guardando alla nostra storia che possiamo guardare al futuro con fiducia. Ringrazio il Mibact e l’Amministrazione Comunale pe aver da subito appoggiato la Casa della Memoria. Sarà un lavoro per tutta la comunità, un lavoro che salverà la nostra memoria collettiva”.

A seguire l’intervento del Prefetto Vincenza Filippi: “E’ un piacere per me essere qui oggi. Questa è un’opera dal grande significato, che guarda e rinnova la storia del suo Paese. Grazie a questi gesti si riconoscono le vicende e le sofferenze di tante vite spezzate. Questo sarà il luogo allo stesso tempo del passato e del futuro. Non serve l’indifferenza ma partecipazione e collaborazione”. Conclude il Prefetto: “Sarà un luogo di cultura, di formazione e di come da queste vicende può nascere qualcosa di positivo. Il ricordo di questi accadimenti resterà vivo e verrà visto con una chiave diversa. Questa è la bella Italia. Complimenti a tutta l’Amministrazione”.

“Sono felice di partecipare a questo nuovo incipit – esordisce il Sindaco Rotoni - Grazie al dinamismo associativo, grazie alla Casa della Memoria, grazie alla sua determinazione e dedizione e grazie alla coesione tra le Istituzioni questo progetto oggi è possibile. E’ una tappa decisiva che dà una nuova dimensione al nostro territorio, perché valorizza la storia e la cultura. All’inizio non pensavo di riuscire ad inaugurare questo lavoro così importate. C’è stata un’attenzione da tutti gli Enti per Servigliano. Questo lavoro darà una prospettiva ottimistica per il futuro. Nonostante sembriamo delle terre abbandonate, siamo un esempio per tutto il territorio e per tutte le zone limitrofe. Tutta la comunità ha creduto in questo progetto. Questo fa veramente bene al nostro essere uomini”.

Poi ha preso la parola il Segretario Regionale del Mibact Marche l’Arch. Corrado Azzolini: “Vi ringrazio per questa opportunità. E’ stata una settimana cruciale per queste tematiche. Oggi portiamo delle buone notizie per la memoria storica. Ringrazio l’Amministrazione Comunale e l’Ass. Casa della Memoria per aver creduto fino in fondo in questo progetto. L’ex Baracca verrà rifunzionalizzata a biblioteca, sarà un luogo di studio, di cultura e di formazione. Abbiamo molti progetti nei nostri cassetti, e fino a quando non abbiamo certezza dei fondi e dei finanziamenti per noi è difficile andare avanti e qui a Servigliano ce l’abbiamo fatta. Il progetto definitivo sta procedendo bene. Siamo a buon punto con l’individuazione del professionista che porterà avanti il progetto esecutivo. Il CIPE ha assegnato oltre un milione di euro al MIBACT per il finanziamento del Piano “Turismo e cultura” e l’intervento di oggi è pari a 302.000€. Verrà operato, oltre al recupero, il consolidamento, la riconversione e la conservazione delle preesistenze, affiancandole alle parti nuove e mantenendone la distinguibilità senza stravolgere la storia della struttura. I lavori saranno appaltati in tarda estate e nella primavera del 2021 finiranno”.

Poi gli architetti hanno presentato nel dettaglio il progetto, illustrando la situazione attuale della Baracca e come verrà riconvertita in biblioteca. “Ad oggi in essere ci sono solo le testate di destra e di sinistra, la testata centrale è una lacuna. I punti ancora intatti ci sono serviti da appoggio per capire come la struttura sarebbe stata rinnovata. Il degrado c’è, ma il recupero sarà totale. La “Baracca” era la cucina delle truppe di sorveglianza, fatta in mattoni industriali, su uno strato di calcestruzzo, non aveva fondamenta ed il tetto era composto da travi di legno. Abbiamo fatto una ricerca storica approfondita e poi il rilievo architettonico per capire come muoverci. Dopo i rilievi fotogrammetrici e geometrici è partita la progettazione. Sarà compiuto un recupero generale ed una risanatura delle lesioni strutturali, senza però cancellare la storia che è insita nella baracca. Le lacune presenti saranno integrate con spazi nuovi, conservando la distinguibilità, infatti l’intervento sarà reversibile. La funzione è quella di biblioteca connessa con la casa della memoria, un punto di riferimento non solo per gli abitanti del luogo, ma anche come centro studio e di ricerca per interessati ed esperti del settore. L’ingresso sarà inserito sfruttando una apertura già esistente, con l’abbattimento delle barriere architettoniche. Verrà aggiunta una vetrata tra pilastro e pilastro, con una copertura in legno (struttura a capriate); il manto è in zinco titanio. La parte posteriore poggia sulla cinta muraria. Tutto il passaggio degli impianti è stato risolto sfruttando la parte basamentale dell’edificio”.

Un’opera dal grande valore storico e strutturale, un unicum in tutta la Provincia di Fermo. La Città di Servigliano un esempio di cultura, libertà e memoria per le generazioni future.





Questo è un articolo pubblicato il 01-02-2020 alle 00:01 sul giornale del 03 febbraio 2020 - 380 letture