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Fermo: Italia Nostra critica una "Fermo da vivere": più di una zona richiede maggiori attenzioni

2' di lettura 01/02/2020 - Mai come in questo periodo si sono visti tanti lavori in corso. Complice il tempo che è ben lontano dai rigori dei passati inverni? Poco importa saperne la ragione. Per i cittadini è fondamentale solo avere una città efficiente e decorosa, in grado di suscitare ammirazione e per i suoi abitanti e per chi la sceglierà come meta turistica nel prossimo periodo estivo. Ed è altrettanto ovvio che è del tutto impossibile porre rimedio a tutte le problematiche di arredo che una città può palesare.

Ci sono infatti delle realtà inconfutabili che riteniamo degne di segnalazione perché non sono rilevabili in modo immediato, ma che, se trascurate, potrebbero far scadere il prestigio della nostra città.
Via San Luigetto, ormai divenuto un parcheggio permanente anche se, al suo imbocco da Viale XX Settembre, è ben in evidenza un segnale di divieto di sosta su entrambi i lati. La strada è alquanto stretta e ridurne ulteriormente la carreggiata a causa di auto in sosta comporta non poche difficoltà in caso di incrocio tra due auto. Presenta, poi, più di un balcone panoramico, con relative panchine che spesso, però, sono difficilmente fruibili per gli spazi occupati da veicoli in sosta secondo logiche indiscriminate.
Proseguendo si può scendere in via del Bastione, con lo stabile che ospita numerose associazioni e spesso anche conferenze ed incontri. Il muro di contenimento (del ‘400 ?), è soffocato da erbacce che andrebbero rimosse per rendere l’ambiente più accettabile.
Altro contesto da ponderare adeguatamente è Via Migliorati. E’ in un’area di prestigio perché delimita una delle zone più importanti della città: il Tribunale, il Museo Polare “S. Zavatti” e la chiesa di San Filippo Neri, oggi apprezzato auditorium. La strada, proprio al suo inizio, venendo da Corso Cavour, mostra un aspetto non privo di un certo sconcerto: fili volanti e condotte (di corrente? di acqua?) che passano da uno stabile all’altro senza che mai sia stato provveduto ad una adeguata sistemazione; cassette elettriche, con vari interruttori, aperte ed esposte a vandalismi e/o manomissioni, oltre che alle azioni degli eventi atmosferici (pioggia, neve, grandine, ecc.); uno sportello, di circa 1 mq, posto a protezione di un contatore e dal quale, da tempo immemore, si dirama un condotto che ne impedisce la normale chiusura, con evidente pericolo per chi percorre la strada aiutandosi con l’indispensabile corrimano perché si spalanca ad ogni minima raffica di vento.
Marginali anomalie, certo. Ma il carisma di una città, il suo credito ed il suo fascino passano anche attraverso il porre rimedio alle piccole lacune che potrebbero sminuirne il completo positivo consenso.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-02-2020 alle 00:02 sul giornale del 03 febbraio 2020 - 341 letture

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