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Fano: Risate a spasso nel tempo: buon esordio per “Gli Sbancati 1944”, il nuovo film di Henry Secchiaroli

3' di lettura 22/12/2019 - Henry Secchiaroli contro Checco Zalone. A volerci scherzare su è questa la sfida cinematografica delle imminenti festività. Perlomeno a Fano, ‘patria’ dell’ormai arcinoto regista della saga de “Gli Sbancati”, giunta ora al suo terzo capitolo. Con tanto di viaggio nel tempo. Sabato pomeriggio il battesimo del fuoco al Cinema Politeama di Fano, una prima proiezione che ha visto la presenza di numerose autorità, oltre a quella dei primi spettatori paganti.

Dopo la “fatica” della docufilm “Fanum Fortunae – Alla scoperta di Vitruvio”, Secchiaroli torna all’amata commedia dialettale con “Gli Sbancati 1944” (qui i dettagli), aggiungendo alla comicità anche un pizzico di fantastico. Quantomeno per l’improvviso trasferimento nel passato del gruppo protagonista, che a un certo punto della pellicola si ritrova faccia a faccia con i nazisti. Ne esce un film a due facce, spassoso nel presente e prevalentemente serio quando ci si sposta nella seconda guerra mondiale. Non in un momento a caso, ma nei giorni in cui i tedeschi hanno distrutto i campanili storici della città. Così un gruppo di rissosi squinternati si trasforma in un team di potenziali eroi. E non saranno di certo gli Avengers, ma si faranno comunque valere.

“Mi piace pensare che quello che faccio sia una specie di neorealismo locale – ha raccontato Secchiaroli prima della proiezione -, ovviamente con il dialetto sempre protagonista”. Anche Renato Claudio Minardi e Boris Rapa, a nome della Regione Marche, hanno rimarcato l’importanza del vernacolo a livello culturale, ribadendo la vicinanza delle istituzioni affinché il fanese – e non solo – resti vivo e vegeto.

Per il sindaco di Fano Massimo Seri, nella Città della Fortuna vi è una buona scuola di cinema di cui Secchiaroli – che de “Gli Sbancati 1944” è anche co-sceneggiatore insieme a Ermanno Simoncelli - è di certo uno dei maggiori pilastri. “Speriamo che lavori come questo ci diano una mano per la nostra candidatura a capitale italiana della cultura del 2021. Però - ha concluso scherzosamente – mi auguro anche che questo film non riapra la polemica sui campanili”.

Di certo questi ultimi rappresentano uno dei punti di forza del film. Che non è fatto soltanto di gag spesso giocate sulle assonanze tra fanese e francese, di funghi assurdamente velenosi e di improbabili viaggi nel tempo, ma anche di una vena nostalgica non indifferente. Soprattutto quando agli occhi degli spettatori si palesa il vecchio campanile di Piazza XX Settembre, ricostruito in tutto il suo splendore grazie al materiale d’archivio dello Studio del Bianco. E per mezzo di effetti speciali pressoché inediti per produzioni di questo tipo. Con buona pace degli Avengers. E – in un certo senso – di Checco Zalone.


Seguono le foto della 'prima' e alcuni scatti di scena. In chiusura gli orari delle proiezioni.








Questo è un articolo pubblicato il 22-12-2019 alle 15:41 sul giornale del 23 dicembre 2019 - 1208 letture

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