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Fermo: ANPOF un'Associazione nata per rendere migliore la qualità della vita dei pazienti affetti da cancro

3' di lettura 18/12/2019 - Perché lo fate? «Per rendere migliore la qualità di vita dei pazienti affetti da cancro». È questa la risposta alla domanda posta ai componenti l'ANPOF. L'acronimo sta per Associazione Noi per l'Oncologia Fermana. Associazione di volontariato, dunque. Di quelle più attive e in un ambito non certo facile

Ne parlo con la presidente Michaela Vitarelli. Lei e suo marito quell'ambiente, quel reparto, lo hanno frequentato.
E da quella esperienza è nato altro: una mano tesa a sostenere l'oncologia e i suoi malati.
Era il 2015 quando, su spinta del primario dr Giustini e della dott.ssa Rastelli, l'ANPOF diventa associazione ad ogni effetto, che raggruppa altre piccole realtà già in movimento.
«C'erano Alessandra Castagna e Marzia Achilli - racconta la Presidente - che raccoglievano a Belmonte Piceno fondi per l'oncologia fermana. E c'era Doriana Valori che lo faceva a Porto Sant'Elpidio in occasione della marcia del Piceno e del Fermano. Ed anche altri».
Ottenuti i fondi, andavano in reparto e chiedevano: cosa serve ad Oncologia?
E, per quel che potevano, venivano incontro alle esigenze prospettate. L'ANPOF inizia mettendo insieme una ventina di persone in un qualche modo legate al problema tumore: pazienti in uscita dalla malattia o famigliari di malati. Il primo atto è stata una raccolta di firme portate al presidente della Regione Marche.
A Ceriscioli si chiedeva per l'ospedale Murri un reparto oncologico con maggiori spazi anche per gli studi dei sanitari. L'azione fu benedetta dal nuovo direttore Livini.
«Batti e ribatti - dice oggi Michaela Vitarelli - siamo riusciti nell'intento». Al quinto piano dell'ospedale vennero liberati alcuni spazi dove allestire due nuovi studi per gli oncologi e si poté realizzare una grande sala d'attesa, «prima i pazienti sostavano nei corridoi». Si tinteggiarono le pareti e l'ANPOF ottenne pure un piccolo locale dove attrezzare una mini area ristoro. «L'obiettivo era quello di dare il maggior confort possibile».
I volontari hanno iniziato così, con un carrello, a offrire dolci ai ricoverati e ai pazienti. E con i dolci iniziava un rapporto, un dialogo. Un modo per allentare le tensioni e occupare il tempo, lungo, delle terapie. Ogni giorno il carrello va su e giù per il reparto. 22 i volontari che si alternano.
E ogni giorno, il forno dinanzi al Murri regala focacce. Poi, da cosa nasce cosa. Così arrivano le estetiste che hanno svolto un corso a Milano per trattamenti specifici. Le prime sono Elisabetta Ramini e Orietta Capancioni. Oggi ad Orietta è subentrata Silvia Ciobanu.
La loro disponibilità fa sì che l'associazione possa approntare un progetto con il quale viene acquistato il materiale occorrente. Ogni mercoledì le estetiste sono a disposizione dei pazienti nello studio della dottoressa Michela Del Prete. Tra gli interventi c'è anche il massaggio rilassante.
Nel 2017, grazie ad Enrico Bracalente della NeroGiardini, ad Oncologia vengono donate 12 nuove poltrone infusionali.
«Quelle che c'erano in precedenza - spiega Michaela - erano dei divani di casa».
Altre due sono il regalo di un'altra azienda. Poi arrivano i giovani del Conservatorio Pergolesi che ogni due mesi propongono ai degenti esibizioni corali e strumentali.
Per il futuro? Occorre rifare l'arredamento della sala grande. E occorrono fondi. Così la macchina dei volontari ANPOF è di nuovo in moto.




Adolfo Leoni


Questo è un articolo pubblicato il 18-12-2019 alle 12:56 sul giornale del 19 dicembre 2019 - 190 letture

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