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Fano: Fano sogna in grande: la città si candida a capitale della cultura italiana 2021

3' di lettura 17/12/2019 - Davide contro Golia. Sembra questo il tenore della “partita” che Fano si appresta a giocare. Quella per diventare la capitale italiana della cultura per l’anno 2021, titolo che è sempre stato assegnato a una città capoluogo. Ecco perché si tratterà di una vera e propria sfida. Martedì 17 la scadenza del bando. Fano si è fatta avanti, a giugno l’esito di tutto un iter che potrebbe regalare nuovo lustro alla Città della Fortuna.

Due mesi, non di più. È questo il tempo a disposizione per redarre un dossier di sessanta pagine attraverso il quale convincere chi di dovere della bontà del “progetto Fano”. A farlo sapere sono stati il sindaco Massimo Seri e l’assessore alla cultura Caterina del Bianco, insieme al consulente dell’ufficio Europa del Comune Ivan Antognozzi. Tutti certi che l’obiettivo – seppur ambizioso – non sia irraggiungibile.

Potrebbero essere la Fabbrica del Carnevale (ex Santarcangelo, qui i dettagli) e la già annunciata “rinascita” del Teatro Romano – che diventerà il nuovo polo museale della città - i veri assi nella manica dell’amministrazione, che per ora si fa forte degli investimenti portati a termine in questi anni a favore della cultura. La riapertura del Bastione Sangallo, la riqualificazione della Rocca Malatestiana, la seconda vita della Sala Morganti – sede della recente mostra di rango internazionale incentrata su Leonardo e Vitruvio – ma anche il “salotto” del Pincio recentemente rinnovato, per non parlare del Museo della Flaminia e di alcuni grandi eventi visibilmente in crescita, come la Fano dei Cesari e Passaggi Festival, oltre a pilastri del turismo come il Carnevale e Fano Jazz. È da tutto questo che la città intende partire.

A confermarlo è stato lo stesso Antognozzi. “Due mesi sono pochi – ha detto -, e anche per questo l’intento è quello di mettere a sistema gli investimenti clamorosi fatti finora. Creeremo un dossier coerente, originale ma praticabile. Punteremo su ciò che siamo in grado di fare. Si tratterà di fare un adeguato storytelling di ciò che stiamo già facendo per la città, ma con una ‘vision’ ben precisa”. Per la Del Bianco, invece, si tratterà di “una grande occasione di visibilità per Fano, il coronamento di un percorso di crescita, di un processo culturale che ha anche degli importanti risvolti sociali ed economici”.

Entro il 30 aprile ci sarà la prima scrematura. L’obiettivo del Comune è infatti quello di rientrare almeno nella cosiddetta “short list” delle città finaliste. Il prossimo giugno, invece, si saprà chi l’avrà spuntata. Ma sarà interessante, intanto, conoscere i nomi delle altre realtà partecipanti. Non si dovrà attendere poi tanto: considerando che il bando scade questo martedì, già da mercoledì ci si aspetta di conoscere i nomi delle altre competitor. “Questa candidatura coinvolgerà tutta la città – ha concluso Seri -, per questo chiediamo ai fanesi di fare squadra insieme a noi. Dobbiamo però rompere il muro delle città capoluogo. Finora questo bando l’hanno sempre vinto loro”. Sullo stesso ‘ campo di battaglia’, infatti, ci saranno piccole e grandi città. L’auspicio è che Davide possa davvero battere Golia.








Questo è un articolo pubblicato il 17-12-2019 alle 16:41 sul giornale del 18 dicembre 2019 - 271 letture

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