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Fano: Studiare (insieme) oggi per i lavori di domani: alla MeMo arriva il progetto “Work Out”

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Un mare magnum di corsi online, risorse gratuite tra le quali è facile perdersi. Poi c’è il problema della forza di volontà, della motivazione, della determinazione ad arrivare fino in fondo: tutte qualità che spesso – nella solitudine dello studio individuale – vengono a mancare. “Work Out” cerca di metterci una pezza. Si tratta di un progetto sperimentale rivolto ai giovani tra i 16 e i 35 anni che, attraverso esperienze didattiche di gruppo (“learning circles”), consentirà ai partecipanti di migliorare le proprie “skills”. Ed è tutto gratuito.

Marketing, comunicazione, lingue, mondo digitale: sono questi gli ambiti più attuali e d’interesse. Il web è pieno di occasioni per imparare di più e meglio, ma senza una guida ci si può smarrire in un attimo. A dimostrarlo è anche un dato davvero sconfortante: pare infatti che soltanto un lavoratore su tre possieda le competenze professionali di cui necessiterebbe. Da qui l’esigenza di creare delle occasioni di studio e di approfondimento condivise, e con la guida di un facilitatore. Una specie di coach, di allenatore. D’altronde si tratta pur sempre di un work out. E se si è da soli – si sa – spesso vince la pigrizia.

In questo caso a fare da palestra sarà la Mediateca Montanari di Fano, anche se l’idea viene dalla California e si sta già espandendo un po’ ovunque. Un modello che è piaciuto molto anche alla Cooperativa Crescere -capofila del progetto -, che insieme a Coop Culture, Cooperativa Opera e all’assessorato alle biblioteche e alle politiche giovanili ha deciso di applicarlo anche nella Città della Fortuna. Il tutto grazie alla promozione e al finanziamento della Fondazione Wanda di Ferdinando.

Il corso pilota è già partito. Si sta studiando l’inglese, e servirà agli organizzatori per aggiustare da subito il tiro in attesa dei corsi che partiranno nel 2020, quando verranno formati nuovi gruppi da circa una dozzina di persone che – con la guida e la supervisione di un facilitatore – affronteranno insieme temi e discipline professionalizzanti. Come? Attraverso i corsi Mooc, cioè programmi di studio già disponibili in rete. “Sarà un’importante occasione di crescita e di aggregazione – ha commentato l’assessora alle politiche giovanili Sara Cucchiarini -, un modo per espandere la propria mente e per democraticizzare la conoscenza”.

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Questo è un articolo pubblicato il 04-11-2019 alle 19:23 sul giornale del 05 novembre 2019 - 465 letture