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Pesaro: Aggressione poliziotti, Siulp: "Chi delinque è consapevole che il rischio di finire in carcere è veramente minimo"

polizia Pian Sanlazzaro 2' di lettura 05/09/2019 - Ieri si è verificato l’ennesimo episodio nel quale due poliziotti, nel corso del loro turno di servizio, sono stati minacciati e aggrediti. Episodi oramai ricorrenti: solo lo scorso 29 luglio un cittadino somalo era entrato in Questura e aveva aggredito gli Agenti presenti costringendone due a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. Esito: sette giorni di prognosi ciascuno per lesioni.

Episodio simile lo scorso 24 giugno, davanti all’Agenzia delle Entrate, quando un romeno che non voleva pagare le tasse aggredì i due colleghi della Volante intervenuti, anche loro costretti a ricorrere alle cure dell’Ospedale (dieci giorni di prognosi ciascuno).

Purtroppo in questo ultimo caso si è veramente sfiorata la tragedia sia per le gravi lesioni (45 giorni di prognosi) riportate da uno dei colleghi sia perché il richiedente asilo nigeriano ha anche cercato di sottrarre l’arma in dotazione al collega, arrivando a spezzargli la fondina. Come abbiamo fatto anche nelle altre occasioni, esprimiamo innanzitutto la nostra totale solidarietà ai colleghi feriti.

E’ evidente che vi è un problema di fondo: la certezza della pena. Purtroppo, chi delinque è consapevole che il rischio di finire in carcere anche se arrivi ad aggredire un poliziotto è veramente minimo. Chi sbaglia e delinque dovrebbe pagarne le conseguenze, senza se e senza ma, chiaramente in proporzione alla gravità del reato commesso. Chi aggredisce un Operatore delle Forze di Polizia dovrebbe sempre finire in carcere: minacciare e ferire degli appartenenti alle Forze dell’Ordine in servizio significa minacciare e ferire lo Stato. Lo ripetiamo da anni a tutti i Ministri dell’Interno che sono venuti in visita nella nostra provincia: la politica deve urgentemente intervenire sul piano legislativo.

Altro aspetto, non da sottovalutare, è che spesso gli autori di queste aggressioni sono stranieri richiedenti asilo che non si integrano legalmente nel nostro Paese ma preferiscono “dedicarsi” allo spaccio di droghe. Chi cerca di sfilare la pistola ad un poliziotto e lo percuote sino a rompergli delle costole e a procurargli gravi lesioni ai legamenti del ginocchio, dopo aver scontato i suoi giorni di carcere, dovrebbe essere immediatamente e automaticamente espulso dall’Italia.


   

da Marco Lanzi
Segretario Provinciale Siulp Pesaro 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-09-2019 alle 17:22 sul giornale del 06 settembre 2019 - 1960 letture

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