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comunicato stampa

Slitta ancora il decreto rimborsi risparmiatori: il Codacons, “Fare in fretta e bene”

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Il Consiglio dei Ministri di ieri alla fine ha approvato solo il DEF e non il decreto sui RIMBORSI AI RISPARMIATORI “TRUFFATI” dalle banche, perché ci sarebbero ancora “dettagli da limare”.

Al tavolo tecnico di lunedì tra il Governo e le Associazioni dei risparmiatori, incontro a cui ha preso parte anche il Codacons, con una delegazione composta dall'Avv. Franco Conte (responsabile Codacons Veneto) e dall'Avv. Simone Guazzarotti (responsabile Codacons Marche), il Premier Conte e il Ministro Tria avevano rassicurato le associazioni sul fatto che la norma sarebbe stata subito varata con un decreto legge.

Il Codacons chiede che venga mantenuto fede all’impegno preso: bisogna fare in fretta e fare bene, perché ci sono tantissimi risparmiatori vittime di “truffe” e scandali finanziari delle banche che attendono di essere giustamente indennizzati dopo l’azzeramento dei loro titoli. Oltre 500.000 famiglie hanno avuto problemi con gli ultimi crak degli istituti bancari.

Il Codacons si prepara ad inviare al Governo una articolata proposta tecnica per migliorare la nuova norma primaria che dovrà essere varata, al fine di precisare i criteri di distribuzione della somma di 1,575 miliardi di euro già stanziata dal Governo con la Legge di Bilancio 2019 per il FONDO INDENNIZZI RISPARMIATORI (F.I.R.). Lo scopo è duplice:

1) allargare il più possibile la platea dei risparmiatori indennizzabili;

2) velocizzare il più possibile le procedure di rimborso, con delle chiare tipizzazioni delle condotte massive delle violazioni dei doveri di informazioni poste in essere dalle banche in danno ai risparmiatori, anche per non creare disparità di trattamento in casi analoghi.

All’incontro di lunedì scorso, il Presidente Conte e Ministro Tria hanno prospettato di poter rimborsare il 90% dei risparmiatori. Bisogna però ora passare dalle parole a norme scritte precise e chiare.

Il Governo ha confermato di procedere con il cd. doppio binario:

- indennizzi automatici per chi ha un reddito inferiore ai 35mila euro oppure un patrimonio mobiliare entro i 100mila euro

- ricorso all’arbitrato per tutti gli altri casi, sopra soglia, dove bisognerà dimostrare caso per caso l'avvenuta violazione dei doveri informativi (così come era stato in precedenza per le obbligazioni subordinate), facendo uso, in via esemplificativa, a condotte tipizzate di violazioni massive.

Si dovrebbe fare riferimento al reddito individuale e non familiare, e i due requisiti andrebbero considerati alternativi tra loro e non cumulativi.

Tuttavia, il Codacons rimane perplesso sui paletti concertati dal Governo con l’Europa, perché va difeso il principio che se un risparmiatore è stato truffato o male informato ha diritto a essere indennizzato al 100% e pure con interessi e rivalutazione. Pertanto, non può essere condiviso sia il limite del 30% di indennizzo per gli azionisti e del 95% per gli obbligazionisti, sia la volontà del Governo di non riconoscere ai risparmiatori interessi e rivalutazioni degli investimenti (non si condivide l’assunto dell’esecutivo secondo cui tali calcoli rallenterebbero le procedure di ristoro).

Occorre comunque partire subito con l’erogazione degli indennizzi, utilizzando il fondo già stanziato con la Legge Bilancio 2019, perché sarebbe un peccato non procedere alla sua distribuzione, anche solo come acconto, perché i risparmiatori attendono da anni giustizia. L’obiettivo del Codacons, tuttavia, è di giungere nel tempo a rimborsi che coprano il 100% delle perdite, perché il risparmio deve essere tutelato interamente e i paletti introdotti dal Governo non appaiono in alcun modo giustificati.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-04-2019 alle 12:01 sul giornale del 11 aprile 2019 - 492 letture