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Identità territoriale e senso di appartenenza, in provincia di Pesaro-Urbino ci si sente "romagnoli mancati"

vieniaurbino 10' di lettura 27/02/2019 - I Marchigiani? Lavoratori e legati al cibo. A differenza del luogo comune che vede i Marchigiani come chiusi e diffidenti, gli abitanti della regione si raffigurano invece come socievoli, calorosi e divertenti.

L’89% degli intervistati dichiara senso di appartenenza alla propria regione, sentimento più forte anche rispetto al sentirsi italiani (81%). A far eccezione è la provincia di Pesaro e Urbino, dove l’appartenenza alla regione è più tenue (78%). A conferma di ciò alcuni intervistati pesaresi ammettono, con amarezza, di sentirsi piuttosto dei “romagnoli mancati”.

Più debole il senso di appartenenza all’Europa che comunque coinvolge più della metà del campione e sale al 66% tra gli studenti, tra i più istruiti e tra chi vive nelle grandi città marchigiane.

Sigma Consulting nel suo ultimo rapporto Osom analizza il senso di appartenenza dei Marchigiani al proprio territorio.

La classifica delle regioni più amate/odiate dai Marchigiani
La classifica delle regioni più amate dai Marchigiani (quelle dove, se si potesse scegliere anche solo per gioco, uno vorrebbe vivere) vede al primo posto proprio le Marche, in forte crescita rispetto alla rilevazione dello scorso anno. Il 55% degli intervistati indica la regione di Leopardi, Rossini e Raffaello come quella in cui si vorrebbe vivere se si potesse scegliere il territorio ideale. Al secondo posto troviamo l’Emilia Romagna (24%), regione per certi apetti simile alle Marche e che comunque ha saputo rappresentare a livello nazionale un connubio perfetto tra tradizione culinaria, benessere, industria e turismo.

A sorpresa è la Sicilia la terza regione della classifica, preferita dal 22% dei Marchigiani; evidentemente le bellezze naturali, la buona cucina e una storia importante che risale alla Magna Grecia sono fattori di appeal più importanti dei problemi endemici di questa terra, legati alla scarsità di lavoro e alla presenza della criminalità organizzata. Subito fuori dal podio troviamo un’altra regione del Centro Italia, la Toscana col 16%; segue la Puglia (11%, probabilmente per il mare e le sue tradizioni).

Sud Italia spaccato in due e il “caso” Lombardia
Tra le regioni nelle quali, invece, non si vorrebbe proprio vivere spiccano le altre regioni del Mezzogiorno. Sono infatti tutte del Sud le prime quattro regioni meno desiderate dai Marchigiani: Calabria (37%), Campania (35%), Basilicata (18%) e Molise (15%). Dalla ricerca emerge quindi un Sud Italia spaccato in due: da un lato Sicilia e Puglia, che entrano nella TOP 5 delle regioni preferite dai Marchigiani, essendo riuscite verosimilmente a valorizzare le proprie ricchezze paesaggistiche e naturalistiche (tendenze confermate anche dalla crescita costante degli ultimi dieci anni dei flussi turistici, specialmente verso la Puglia). Dall’altro lato, invece, le restanti regioni del Sud, zone che restano altamente “problematiche” e lontane dalle preferenze dei Marchigiani.

Al quinto posto troviamo invece la Lombardia, unica regione del Nord che compare nella TOP 5 delle meno desiderate. Ciò era accaduto anche nelle precedenti rilevazioni, segno di una convinzione diffusa e radicata negli orientamenti dei Marchigiani. A pesare, probabilmente, è la percezione della Regione quale ambiente frenetico, con problemi di inquinamento e caratterizzato da un clima nebbioso e da abitanti freddi e chiusi in se stessi. Inoltre, non è da sottovalutare la distanza tra le “piccole” Marche, regione “a misura d’uomo”, e la “grande” Lombardia, dominata da grandi città e in cui l’individuo ha paura di perdersi.

L’identità territoriale e il senso di appartenenza
Per quanto riguarda il senso di appartenenza che i Marchigiani manifestano nei confronti di alcuni ambiti territoriali, il livello più elevato si riscontra proprio nei confronti della propria regione: l’89% dei rispondenti sente di appartenervi “molto” o “abbastanza”, percentuale che però varia sensibilmente tra le varie province della Regione. A sentirsi più Marchigiani sono gli abitanti delle province di Fermo (98%), Macerata (96%) ed Ascoli Piceno (91%). Valori significativamente più bassi si riscontrano nella parte settentrionale della regione, in particolare a Pesaro-Urbino (78%); analizzando le risposte degli intervistati alle domande aperte emerge come gli abitanti della provincia simpatizzino più per la Romagna ma si sentano in qualche modo esclusi sia dall’identità marchigiana che da quella romagnola. Alcuni intervistati si sentono “romagnoli mancati... per poco” o rispondono con un briciolo di amarezza “sei pesarese quindi non sei marchigiano, ma non sei nemmeno romagnolo…”. Al penultimo posto per senso di appartenenza si trova la provincia di Ancona (84%): probabilmente la diminuzione della capacità della politica in genere di incidere in modo concreto sui bisogni delle persone contribuisce a spiegare questo posizionamento per il capoluogo di regione, considerato centro amministrativo e politico di tutto il territorio. Forte il senso di appartenenza alla propria città (86%) e all’Italia (81%) anche se in calo rispetto all’ultima rilevazione. Più indietro l’appartenenza al Centro Italia (80%) e alla propria provincia (79%).

Il senso di appartenenza all’Europa
Merita un focus a parte l’appartenenza all’Europa. Gli intervistati che sentono di appartenervi “molto” o “abbastanza” sono il 52%, in calo rispetto allo scorso anno ma in leggero rialzo rispetto alle rilevazioni precedenti. Ciò può essere dovuto agli strascichi di mesi dominati dalle tensioni con Bruxelles, dalle uscite di alcuni commissari europei giudicate inopportune da molti esponenti della politica italiana, alla lunga trattativa sulla legge di bilancio, fino al recente scontro tra il Governo italiano e Macron, considerato nelle percezioni di molti come il maggior rappresentante dell’establishment europeo.

È interessante notare come l’appartenenza alla comunità europea si stratifichi in base al livello di istruzione, alla condizione nella professione e al luogo di residenza. In particolare, si sentono maggiormente europei i più istruiti e gli studenti (entrambi 66%), a dimostrazione del fatto che i programmi di mobilità internazionale (es. Erasmus) sono molto apprezzati dai giovani e sono tutt’ora quelli che hanno funzionato meglio. L’appartenenza ad una Comunità più grande e inclusiva è un’opportunità ma per renderla tale occorre saperla cogliere. Più distanti dall’identità europea sono invece coloro che hanno un’età compresa tra i 30 e i 39 anni (45%) e le casalinghe (35%).

Senso di appartenenza e orientamento politico
Incrociando i dati del senso di appartenenza territoriale con l’orientamento politico degli intervistati, emergono interessanti relazioni:

- I “centristi” sono i meno appassionati
In prima analisi si nota che gli elettori che si definiscono di centro, con riferimento al continuum tradizionale destra-sinistra, presentano un senso di appartenenza relativamente più debole rispetto agli altri, per tutte le dimensioni territoriali considerate. Questo probabilmente è dovuto al minore coinvolgimento sociale e politico di questi elettori “moderati” che si traduce in un minor senso di appartenenza in generale.
- Le provincie piacciono poco, specialmente agli elettori del M5S
Per quanto riguarda l’appartenenza provinciale si nota come essa mostri una bassa variabilità in relazione sia all’orientamento politico che a quello ideologico dei Marchigiani. Fanno eccezione coloro che hanno votato Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche 2018: il senso di appartenenza provinciale tra questi elettori cala al 69%, dieci punti percentuali sotto la media. Questo si spiega con l’avversione costitutiva del Movimento all’istituzione provinciale, considerata come un ente inutile e da abolire. Non è un caso che il Movimento fondato da Grillo e Casaleggio non abbia mai presentato nessun candidato alle elezioni provinciali.
- A destra prevale l’appartenenza alla propria regione
Interessante è il senso di appartenenza alle Marche, più forte per le formazioni politiche di centrodestra e per la Lega. Al primo impatto questa relazione potrebbe stupire, del resto le Marche esprimono da sempre un governo di centrosinistra e appare curioso che chi più sente di appartenere alla regione sia, allo stesso tempo, chi non ha rappresentanza politica. Occorre però osservare che le province meridionali della regione sono contemporaneamente quelle che esprimono un senso di appartenenza regionale più forte e un orientamento ideologico relativamente più a centro destra, mentre la provincia “più rossa” della regione, quella di Pesaro e Urbino, è anche quella che esprime un minor attaccamento alle Marche. Probabilmente, in questo caso, le relazioni tra il senso di appartenenza regionale e l’orientamento politico-ideologico non sono altro che un riflesso della localizzazione territoriale degli elettori di sinistra e di destra, con i primi maggiormente localizzati in zone caratterizzate da un senso di appartenenza poco intenso e i secondi in percentuale maggiore in zone con un profondo senso di appartenenza regionale.
- L’Europa “scalda” di più a sinistra
Infine, è il senso di appartenenza all’Europa il tema più sensibile all’orientamento ideologico e alle preferenze politiche dei Marchigiani. Tale senso di appartenenza varia dal 75% di chi si professa di sinistra, al 16% di chi si sente di centrodestra. Analoga correlazione si osserva per i partiti: l’appartenenza è molto sentita tra gli elettori del Partito Democratico (66%) ma scende tra gli elettori leghisti (39%) e tra chi ha votato Forza Italia o Fratelli d’Italia (32%).

Come si vedono i Marchigiani
Si è chiesto agli intervistati quali fossero le prime cose che vengono in mente pensando a come definire i Marchigiani. Quanto emerge rappresenta uno spaccato sulla percezione di sé, dove si mescolano stereotipi e luoghi comuni ma anche convinzioni ben radicate nella coscienza collettiva.

La maggior parte degli intervistati si vede principalmente come un popolo dedito al lavoro, importante è anche la componente legata al cibo: le Marche come terra di buona cucina e i Marchigiani come “buone forchette”. Inoltre, contro il luogo comune che vuole la regione abitata da gente chiusa e diffidente, i Marchigiani si vedono come persone socievoli, calorose, simpatiche e divertenti. Presenti in misura rilevante anche risposte volte a sottolineare aspetti problematici e negativi del carattere dei Marchigiani: “chiusi”, “duri, grezzi e invadenti”, “diffidenti, schivi e riservati”, “tirchi” e “esattori delle tasse”, quest’ultima risposta dovuta al ruolo che gli abitanti di queste terre ricoprivano all’interno dello Stato Pontificio.


NOTA METODOLOGICA E INFORMATIVA
(in ottemperanza al regolamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa: delibera 256/10/CSP, allegato A, art. 5 del 9 dicembre 2010, pubblicato su G.U. 301 del 27/12/2010)
- Titolo: Identità territoriale e senso di appartenenza: cosa ne pensano i Marchigiani
- Soggetto realizzatore: Sigma Consulting srls - Committente/acquirente: Sigma Consulting srls
- Periodo di realizzazione: 5-7 dicembre 2018
- Tema: senso di appartenenza territoriale dei Marchigiani
- Tipo e oggetto dell’indagine: sondaggio d’opinione a livello regionale
- Popolazione di riferimento: popolazione maggiorenne residente nella Regione Marche - Estensione territoriale: intero territorio regionale
- Metodo di campionamento: campionamento casuale dalle liste degli abbonati al telefono 2016/2017 e dalla community online di Sigma Consulting, stratificato e ponderato per sesso, classe d’età, provincia e ampiezza demografica dei centri (successiva ponderazione per titolo di studio)
- Rappresentatività del campione: il campione è rappresentativo dell’universo specificato rispetto alle variabili di stratificazione.
- Margine di errore: 3,4% (con una confidenza del 95%) sulle stime a livello di totale campione
- Metodo di raccolta delle informazioni: cati (computer assisted telephone interview) e cawi (computer assisted web interview)
- Consistenza numerica del campione: 832 casi (500 cati e 332 cawi). Totale contatti cati: 3.010. Rifiuti: 1.678. Non reperibili: 831. Totale contatti cawi: 460. Rifiuti: 128.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2019 alle 21:45 sul giornale del 28 febbraio 2019 - 324 letture

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