Processo Predieri: la parte civile, "Nella condanna a 8 anni tutta la gravità dei fatti portati davanti ai giudici"

3' di lettura 22/12/2018 - Otto anni e sei mesi, questa la condanna inflitta dalla Corte d'Assise ad Alessandro Predieri, il 32enne senigalliese accusato di violenza sessuale, riduzione in schiavitù e istigazione al suicidio nei confronti di due giovani ma condannato in primo grado solo per il reato di violenza sessuale.

La condanna è arrivata per gli abusi sessuali perpetrati ai danni dell’allora fidanzata Alessia Chiarenza, all'epoca dei fatti 16enne.

"Un processo iniziato con l'incredulità del Pm Gubinelli -ha ricordato l'avvocato Domenico Liso- ma che grazie alle 5 ore di incidente probatorio nel corso del quale Alessia ha risposto a tutte le domande dando riscontro della sua narrazione hanno sciolto ogni dubbio. Il giudice non ha condannato Alessandro Predieri per riduzione in schiavitù, ma a 8 anni e sei mesi per violenza sessuale evidenziando che i fatti portati a processo e adeguatamente confermati, sono di portata devastante. Importante che come in altri casi il giudice abbia condannato per violenza sessuale anche se nel corso di una relazione che continua".

"Il pm, il dottor Gubinelli ha fatto un lavoro enorme - ha aggiunto l'avvocato Roberto Paradisi- purtroppo la normativa della riduzione in schiavitù è lacunosa e i giudici non hanno ritenuto di poter incasellare i fatti, ampiamente dimostrati, come riduzione in schiavitù, facendo giurisprudenza. Sarebbe stata un'interpretazione coraggiosa ma coerente con i fatti. In ogni caso tutte le circostanze raccontate da Alessia rientrano in quella condanna che si avvicina al massimo della pena. Non possiamo dire non sia stata fatta giustizia ma ci aspettavamo un po' di coraggio in più. Per quanto riguarda la mancata condanna per istigazione al suicidio questa viene riconosciuta solo nel caso di conseguenze gravi per la vittima. Ora aspettiamo le valutazioni della sentenza."

"Non siamo riusciti a salvare Jessica, purtroppo -hanno detto i genitori della attuale moglie di Alessandro Predieri, Sandra e Marco Bertolini che da anni sostengono che la propria figlia sia stata plagiata dal senigalliese- dopo anni di lotte, per noi continua il supplizio di avere una foglia lontana. Non cessa però la speranza di riaverla con noi".

Alessia è stata l'unica ragazza del passato di Predrieri ad avere il coraggio di uscire allo scoperto di andare avanti nel processo scontrandosi anche con "muri di omertà e paura". "Ricordiamo infatti che una delle ex fidanzate di Predieri di Fano non ha mai querelato il 32enne e per questo non è stato condannato per i fatti a lei legati, nonostante ne avesse parlato in una tesi fi laurea, precedente al processo. Sappiamo anche di altre giovani che hanno avuto paura di querelare e testimoniare"- ricordano i coniugi Bartolini.

"Sono stati 8 anni di inferno per me - ha ricordato tra le lacrime la giovane ex fidanzata Alessia Chiarenza- e gli 8 anni di condanna sono per tutto quello che ho subito. Per fortuna sono stata salvata dall'amore della mia famiglia e della psicologa che mi è stata vicina e mi ha fatto rivedere la luce. Nonostante il calvario che ho vissuto invito tutte le donne a denunciare gli abusi e le violenze. Spero che se Predieri finirà in carcere e che anche Jessica si possa salvare stando lontana da lui".






Questo è un articolo pubblicato il 22-12-2018 alle 17:45 sul giornale del 24 dicembre 2018 - 341 letture

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