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comunicato stampa

Violenza sulle donne: Rapporto annuale, nel 2017 409 richieste d'aiuto ai cinque Centri antiviolenza marchigiani

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Seduta aperta del Consiglio regionale per la presentazione del Rapporto annuale sul fenomeno della violenza contro le donne nelle Marche. Nel dossier, il settimo dal 2010 a oggi, vengono raccolti ed elaborati i dati provenienti dai cinque Centri antiviolenza delle Marche, che si occupano di informazione e ascolto “protetto” delle donne vittime di soprusi.

Complessivamente, nel corso del 2017, sono state 409 le donne che si sono rivolte ai Cav marchigiani, di cui 270 (il 66%) prese in carico e assistite con un percorso dedicato. “Il Rapporto regionale 2017 evidenzia come i servizi pubblici – ha sottolineato la presidente della Cpo, Meri Marziali - siano un importante punto di riferimento per le donne che chiedono aiuto”. Nella spirale della violenza spesso vengono coinvolti anche i figli. Nel 2017 in tutto 466, di cui 326 minorenni. “Un dato molto rilevante – ha proseguito Marziali – perché i ragazzi sottoposti alle conseguenze di abusi in casa hanno purtroppo complicanze a medio/lungo termine a livello comportamentale, psicologico, sociale, cognitivo e fisico”. Per questo motivo è fondamentale una “collaborazione strutturata con le scuole non riducendo il dibattito solo sugli effetti della violenza, ma concentrandosi anche sulle cause”.

La mattinata di riflessione, aperta dal presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, è proseguita con la proiezione del video “Credi in te stessa”, vincitore del premio Rosato_Actionaid. I dati contenuti nel dossier sono stati illustrati nel dettaglio dall'assessore regionale Manuela Bora. Nel 2017 si sono rivolte ai Cav principalmente donne di nazionalità italiana (69%), per il 40% coniugate. Nel 27,8% dei casi hanno un diploma di scuola media superiore, il 12,2% laureate. Dal punto di vista dell'occupazione, il 31,8% risulta avere un lavoro, mentre il 18,5% è disoccupata. L’autore della violenza è per il 53,7% di nazionalità italiana. Il 50,6% è costituito da mariti, fidanzati e conviventi. Inoltre per il 31,5% dei casi l’uomo violento ha un lavoro stabile e per il 21% è noto alle forze dell’ordine. Il 10% delle 409 donne vittime ha subito “conseguenze fisiche gravi”. “Nelle Marche la violenza è principalmente domestica – ha evidenziato l'assessore che anche presidente del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere – si consuma nell'ambito delle relazioni affettive famigliari”.

Quest'anno per la prima volta “presentiamo oltre al rapporto un altro importante documento, gli indirizzi attuativi, redatto dal Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere - ha spiegato l'assessore - e frutto di un percorso partecipato, del lavoro di tre gruppi tematici istituiti ad ottobre 2017, che fa il punto sullo stato di attuazione della legge e sulle buone prassi esistenti nelle Marche”.

Francesco Micucci, relatore di maggioranza del Rapporto, si è soffermato sul valore del lavoro svolto nel contrastare il fenomeno in questi anni e ha ricordato i recenti fatti di cronaca ponendo l'accento sulla necessità di “atteggiamento di condanna trasversale, senza distinzione di colore politico o di pelle”. Per la consigliera Elena Leonardi è “indispensabile la prevenzione, arrivare alle donne e agli uomini di domani”. La relatrice di opposizione ha evidenziato, proprio in questo senso, il valore della presenza in aula degli studenti dei licei “Medi” di Senigallia e “Cambi- Serrani” di Falconara che hanno assistito a tutta la seduta aperta. Sono intervenuti alla mattinata dedicata alla violenza contro le donne anche Nadia Storti, Direttore sanitario Asur Marche, Gabriela Guerra, responsabile del Centro antiviolenza “Parla con noi” di Pesaro, Fernando Nazzaro, Comandante Legione Carabinieri Marche, Alessandro Ranieri, coordinatore Ats Fermo e Simona Cardinaletti responsabile Casa rifugio “Zefiro”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-12-2018 alle 12:37 sul giornale del 19 dicembre 2018 - 453 letture