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Legambiente presenta Pendolaria 2018, il dossier sugli scenari del trasporto ferroviario pendolare in Italia

3' di lettura 11/12/2018 - Pochi investimenti alla mobilità su rotaia e ancora troppi pochi treni. A fotografare la situazione del trasporto ferroviario nelle Marche è Pendolaria, il Rapporto annuale di Legambiente che analizza nel dettaglio lo scenario del trasporto ferroviario pendolare.

Una situazione, quella del trasporto regionale, che rimane difficile e traccia il quadro di una mobilità su rotaia fatto di molte ombre e poche luci. Nelle Marche si contano 80 treni la cui età media è di 14,5 anni, per un totale di 154 corse giornaliere.

Nonostante dal 2015 l’età media dei treni sia scesa (-4,8), il 28,8% del materiale rotabile supera i 15 anni, età in cui i treni cominciano ad avere problemi sempre più rilevanti di gestione e manutenzione. Per cambiare questa situazione bisognerebbe immettere nuovi convogli, dismettere quelli vecchi e aumentare l’offerta di treni sulle linee, in particolare in quelle urbane più utilizzate dai pendolari, tra cui ad esempio il collegamento tra Abruzzo, Marche ed Emilia-Romagna, ma anche tra le Marche e Roma.

Tra le opere prioritarie per i pendolari inserite nel Rapporto, infatti, troviamo proprio il raddoppio della tratta Albacina (AN)-Castelplanio (AN), che costituisce parte integrante della linea Orte-Falconara, quasi interamente ad un solo binario, e comprende le stazioni di Albacina, Genga, Serra S. Quirico e Castelplanio. Il raddoppio della tratta rappresenterebbe un’alternativa al traffico stradale tra Roma e le Marche, la Romagna ed il Veneto, andando ad interessare un bacino di utenza di 50mila passeggeri. Il costo dell’intervento sarebbe di 593,1 milioni di euro (di cui 20 milioni per nuovo materiale rotabile), ma ad oggi, risultano disponibili appena 2 milioni.

Anche le Marche, infatti, continuano a scegliere strade e autostrade come priorità degli investimenti, come dimostra il bilancio di previsione varato dalla Giunta Regionale la scorsa settimana che, di 113 milioni di euro per il triennio 2019-2021, prevede solo 5,1 milioni per l’acquisto del materiale rotabile ferroviario e/o automobilistico e 2,7 milioni per le fermate ferroviarie.

“L’investimento da parte della Regione Marche rappresenterebbe un primo passo che però da solo non basta. – commenta Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche – Per cambiare passo è necessario investire in maniera convinta nella mobilità sostenibile, sui treni e sulla formazione del territorio anche in prospettiva degli importanti investimenti che la Regione Marche sta facendo per sviluppare una rete di ciclovie. Un esempio concreto è quello promosso da Legambiente, Regione, Anci e comune di Pesaro con la Scuola di Bicipolitana per offrire ai tecnici il primo corso di formazione sulle soluzioni tecniche e progettuali capaci di far crescere su scala urbana e periurbana una mobilità ciclistica di qualità.

Altro percorso importante è quello che sta portando avanti il distretto della Vallesina dove 20 amministrazioni locali, insieme a Legambiente e Fiab, stanno promuovendo da anni tutto il territorio interessato dalla ciclovia, facendo formazione agli operatori turistici e organizzando iniziative di promozione. Progetti come questi - conclude Pulcini - vanno accompagnati da investimenti mirati che ci permetterebbero di dare opportunità concrete a cittadini, operatori turistici, cooperative locali e di arrivare al termine della realizzazione delle ciclovie con il territorio pronto a rispondere alle nuove esigenze.

Solo così potremmo valorizzare al massimo questo importante investimento pubblico e dare l’opportunità alla nostra regione di costruire una forte identità territoriale fondata sull’ambiente e sulla sua sana valorizzazione”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-12-2018 alle 15:09 sul giornale del 12 dicembre 2018 - 379 letture

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