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Tragedia di Corinaldo: Aperte due inchieste, sulla sicurezza e sullo spray, forse utilizzato a scopo di rapina

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discoteca di Corinaldo

Non si esclude che a spargere la sostanza urticante sia stata una banda di giovani rapinatori, solo indagato l’unico sospetto. 7 gli indagati tra soci del locale e proprietari dell’immobile

La Procura di Ancona convoca la conferenza stampa per chiarire gli elementi finora raccolti nella complicata vicenda che ha visto 6 persone perdere la vita nella notte dell’8 dicembre a Corinaldo. A parlare ai microfoni il Procuratore Capo di Ancona Monica Garrulli, Il Procuratore minorile Giovanna Labbroni e il Comandante Provinciale dei Carabinieri Cristian Carrozza. Si conferma che le indagini sono state suddivise in due tronconi. Il primo seguito dalla Procura ordinario si occuperà di stabilire le responsabilità di che si sarebbe dovuto assicurare che il locale La Lanterna Azzurra fosse in piena sicurezza.

Ad essere già inscritti nel registro degli indagati in 7, ovvero i 4 proprietari dell’immobile e i 3 soci della società che lo gestiva, tra i quali anche l’amministratore del locale. Sui 7 indagati pesa una possibile accusa di concausa in omicidio colposo. A pesare sui sospettati in particolare le criticità relative alla capienza del locale e i biglietti venduti. Secondo le ricostruzioni della Procura sarebbe stati venduti con certezza 466 biglietti, mentre la sala del concerto poteva ospitare solamente 459 unità, sembrerebbe tuttavia che anche altri ragazzi fossero entrati nel locale senza il biglietto del concerto, ma solo con le normali consumazioni della discoteca aumentando rendendo più lunga per gli inquirenti la ricostruzione del numero esatto degli effettivi avventori, quasi sicuramente superiore. Si verificherà anche la effettiva corrispondenza dei presidi di sicurezza, delle vie di fuga e delle procedure di evacuazione.

Secondo campo di indagine i fatti che hanno portato all’esplosione del panico tra il giovane pubblico ovvero l’innesco di un qualche spray urticante. L’utilizzo della sostanza è attestato da numerosissime testimonianze e dal ritrovamento di una bomboletta da 15 ml abbandonata durante la fuga sul pavimento del locale, ma non si esclude vista l’intensità dell’intossicazione che possano essere state usate anche altre fonti di sostanze urticanti. Le indagini dei corpi scientifici sono al lavoro mentre si cerca di ricostruire tramite le testimonianze cosa sia avvenuto la notte dell’8 dicembre tra le 12 e 30 e le 12 e 35.

Intanto sulla base di almeno 3 testimonianze è stato fermato un minorenne della zona che potrebbe essere coinvolto nell’utilizzo dello spray. “Le testimonianze sono assolutamente generiche e non circostanziate e la consistenza indiziaria da valutare. Il soggetto è indagato solo come atto dovuto”. Tuttavia il ragazzo di 17 anni sarebbe stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti in quantità tale da procurarne il fermo almeno per questo reato.

Prende intanto sempre più corpo la possibilità che le sostanze urticanti siano state utilizzate con il fine di compiere una rapina. Creare il caos per approfittare della distrazione e borseggiare il pubblico o per coprirsi la fuga. La certezza è che nel locale sono stati compiuti dei furti nella serata dell’8 dicembre, come testimoniato da più di un ragazzo. Quella dello spray a peperoncino è una pratica già accertata in diverse zone d’Italia e che la Procura non si sente di escludere nello svolgimento delle indagini. Una pericolosa pratica che stavolta ha presentato la più terribile delle conseguenze. Tuttavia le indagini a poche ore della via sono in corso e gli inquirenti non escludono ancora nessuna ipotesi.





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Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2018 alle 17:34 sul giornale del 11 dicembre 2018 - 315 letture