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Ancona: Violentata per anni da uno zio orco, 20enne lo denuncia

violenza sessuale stupro 2' di lettura 01/12/2018 - Violentata per anni da uno zio acquisito, da cui avrebbe avuto anche un figlio. E’ la drammatica storia che una ragazza anconetana, oggi ventenne, ha avuto il coraggio di denunciare alla sezione Reati contro la persona della Squadra Mobile dorica.

Violentata per anni da uno zio acquisito, da cui avrebbe avuto anche un figlio. E’ la drammatica storia che una ragazza anconetana, oggi ventenne, ha avuto il coraggio di denunciare alla sezione Reati contro la persona della Squadra Mobile dorica. Coraggio che ha trovato anche grazie al sostegno dell’associazione Donne e Giustizia. Tutto è cominciato quando la vittima era poco più che una bambina. I primi approcci a 14 anni, quando il familiare ne aveva più del doppio. Le attenzioni sono divenute sempre più strette, fino a trasformarsi in avance e in veri e propri abusi, mascherati in modo subdolo sotto l’apparenza di una storia d’amore segreta, fatta anche di abusi etilici, regali, soldi. La ragazza ricorda nei minimi dettagli quegli approcci morbosi e la sensazione che si prova nel non poter urlare al mondo il proprio dolore. Per cinque anni la vittima avrebbe subito violenze e sarebbe stata costretta a tacere: lo zio riusciva a manipolare la sua fragilità e comprava il suo silenzio con ricariche telefoniche, regalie di ogni genere e soldi. Una volta la minorenne avrebbe ricevuto 500 euro dopo il primo rapporto sessuale. Soltanto pochi mesi fa la ragazza, che oggi ha vent’anni, ha trovato la forza di denunciare l’orco: il fattore scatenante è stato la nascita di sua figlia che, secondo quanto emerso dalle indagini, è il frutto della relazione con il suo aguzzino. Superata la vergogna e la paura, la giovane mamma ha deciso di parlare e di puntare il dito contro il suo parente, sul quale per ora non grava alcuna misura cautelare, anche se le indagini preliminari si sono ormai concluse e l’indagato rischia di essere rinviato a giudizio con un’accusa pesantissima: violenza sessuale aggravata. Una storia drammatica di cui si è parlato ieri nell’ambito di un incontro in Questura sulla violenza di genere e sulla dipendenza da droghe intitolato “Non saremo più messe a tacere”, organizzato dalle sigle sindacali e dall’associazione Donne e Giustizia presieduta da Myriam Fugaro, insieme alla criminologa Margherita Carlini, la criminologa e sessuologa Antonella Ciccarelli e il commissario Tiziana Maccari, il tutto moderato dalla giornalista Federica Serfilippi.






Questo è un articolo pubblicato il 01-12-2018 alle 17:18 sul giornale del 03 dicembre 2018 - 2003 letture

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