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comunicato stampa

Pesaro: ancora violenze in carcere, aggredita poliziotta penitenziaria

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Ancora altissima tensione in carcere a Pesaro, dove questa mattina una poliziotta penitenziaria è stata aggredita, prima verbalmente e poi fisicamente, da una detenuta non nuova ad intemperanze ed analoghi episodi turbativi dell’ordine e della sicurezza.

A darne notizia è Nicandro Silvestri, Segretario Regionale per le Marche del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: "Ancora violenza nel carcere di Pesaro. Oggi è successo che una detenuta che stava scontando la sanzione disciplinare del divieto di incontro con altre ristrette inflitta per i continui atteggiamenti aggressivi e turbativi dell’ordine e della sicurezza, si è scagliata, prima verbalmente e poi fisicamente, contro l’Agente di Polizia Penitenziaria di servizio. La detenuta avrebbe voltiuo avvicinare le altre ristrette, cosa non consentita, e nello sbattare il cancello della sezione detentiva, causava lo schiacciamento del dito della poliziotta. Ormai non abbiamo più parole per descrivere le criticità del carcere di Pesaro, ed è del tutto evidente che è un carcere, sotto il profilo dell’organizzazione e della sicurezza è allo sbando”.

“Ogni giorno succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre”, denuncia Silvestri. “Altro che carcere umano e più sicuro, come prometteva il Ministro della Giustizia Orlando: Salerno è un colabrodo per le precise responsabilità di ha creduto che allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna ed in danno delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto: gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio – aggrediti da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno. Cosa si aspetta a mandare nel carcere gli ispettori del Ministero della Giustizia a constatare i continui fallimenti dell’attuale Comandante di Reparto?”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime solidarietà e parole di apprezzamento per l’Agente contusa e ferita a Pesaro: “Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. Sono oggettivi i numeri riferiti alle colluttazioni ed ai ferimenti nelle carceri italiane, riferiti all’anno 2017: le colluttazioni sono state 7.446 ed i ferimenti 1.175. Ossia, statisticamente 20 colluttazioni e 3 ferimenti al giorno! Non fanno statistica ma sono reali le aggressioni verbali di quei detenuti che inveiscono, offendono e poi scagliano contro i poliziotti penitenziari le proprie feci, l’urina o la candeggina… E allora è mai possibile che nessuno, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, abbia pensato di introdurre anche per la Polizia Penitenziaria ed i suoi appartenenti, per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, strumenti come quelli in uso a Polizia di Stato e Carabinieri, ossia pistola “taser” e spray al peperoncino? Evidentemente le priorità erano e sono altre: come, ad esempio, consentire l’uso della sigaretta elettronica nelle celle o prevedere le “doccette” nei cortili passeggi per dare refrigerio ai detenuti durante i mesi estivi (dimenticandosi per altro, sistematicamente, l’adozione concreta di provvedimenti per il benessere del Personale di Polizia Penitenziaria, specie di quello che vive nelle Caserme…)”.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-05-2018 alle 11:48 sul giornale del 01 giugno 2018 - 626 letture