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Il presidente Mastrovincenzo apre il Consiglio con un intervento sul fenomeno della violenza contro le donne

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Assemblea legislativa Marche

I lavori del Consiglio regionale delle Marche, incentrati su un significativo momento di ascolto, riflessione e proposta dell’Assemblea legislativa regionale sul fenomeno della violenza contro le donne, si sono aperti con l’intervento del presidente Antonio Mastrovincenzo che ha sottolineato l’importanza di dare il giusto rilievo ad un fenomeno di enorme attualità ed impatto sociale.

“Un fenomeno – ha rilevato Mastrovincenzo – che finalmente vede una giusta mobilitazione sociale e delle istituzioni. Oggi possiamo dire con soddisfazione – ha affermato - che la lotta alle discriminazioni e alla violenza sulle donne, fino a ieri tristemente dimenticata, sta assumendo una sua centralità mediatica, ma anche in termini di produzione normativa”. In tal senso sono stati ricordati l’introduzione del reato di stalking, avvenuta nel 2009, ed i recenti interventi in termini di finanziamento per la lotta contro le violenze: sono, infatti, 15 i milioni di euro stanziati in tre anni a livello nazionale, mentre sono 31 i milioni di euro del Piano d'Azione Straordinario ripartiti, di recente, all'interno della Conferenza Stato-Regioni, di cui circa 800 mila euro destinati alle Marche.

“Risorse – ha aggiunto Mastrovincenzo - che saranno utilizzati per i centri antiviolenza, le case rifugio e gli interventi a sostegno delle vittime e dei loro figli”. La Regione Marche ha varato già nel 2008 la legge regionale n.32 che prevede, tra l’altro, proprio l’introduzione del Centri antiviolenza (CAV), uno per provincia, che, nell’anno 2015, hanno fatto registrare 392 contatti, con una prevalenza nelle province di Pesaro (30% del totale) e Ancona (27%).

Negli altri ambiti territoriali i valori si distribuiscono in modo più uniforme, in un range compreso tra il 12% di Ascoli Piceno ed il 17% di Macerata. Da una lettura più approfondita si desume che la donna vittima di violenza ha prevalentemente un’età tra i 35 ed i 44 anni, in linea con quanto rilevato lo scorso anno. La nazionalità delle donne che si sono rivolte ai Cav nel 2015, è per il 65% italiana (255 su 392) con un picco per la provincia di Ascoli Piceno (73%). Tra le donne straniere prevalgono quelle di nazionalità rumena (15% del totale delle straniere), marocchina (13%), albanese (9%), polacca (9%).



Assemblea legislativa Marche

Questo è un articolo pubblicato il 29-11-2016 alle 12:26 sul giornale del 30 novembre 2016 - 419 letture