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Chiaravalle: cessione del Chiostro per gli orti del prete, la magistratura punta il dito sull'ex sindaco e giunta

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Il chiostro di Chiaravalle

Il Chiostro della 'discordia', o meglio delle indagini giudiziarie, su una vicenda, quella della cessione del diritto di superficie dell'edificio simbolo della città alla parrocchia in cambio dei cosiddetti 'orti del prete', operato dall'allora amministrazione comunale il cui sindaco era Daniela Montali.

Tutto è iniziato l'anno scorso: infatti nel 2015, su impulso di un esposto, è stata aperta un'inchiesta da parte della Procura della Repubblica ed i Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio avevano requisito atti e documenti dal palazzo comunale, per far luce su quella che poi si potrebbe concretizzare con una cessione indebita. Gli inquirenti infatti affermano che il Chiostro della Abbazia di Santa Maria in Castagnola non fosse alienabile e che invece l'allora Giunta Montali avrebbe poi fatto passare in consiglio una delibera per l'ok alla cessione (maggio 2010). Lo scambio, che ha riguardato gli orti del prete, sarebbe potuto rivelarsi utile per realizzare un collegamento con il futuro dell'area ex Fintecna (acquistata nello stesso periodo dalla Servizi Srl). Ma ad oggi nulla è stato realizzato in quell'area. Anzi, lunghissimi e aspri sono stati i dibattiti, e l'attuale amministrazione ha bloccato il progetto di realizzazione di un megastore, assieme al vincolo apposto all'area del Chiostro dalla commissione regionale, che lo ha definito patrimonio culturale. Nei mesi scorsi, inoltre, la Servizi Srl aveva avanzato pretese risarcitorie nei confronti dell'amministrazione comunale, per il 'no' al via del progetto di costruire un'area commerciale in quell'area. Il Tar ha respinto la domanda di condanna al risarcimento milionario avanzata nei confronti del comune.

Tornando alla attuale vicenda giudiziaria, sono finiti sul piatto della procura l'allora sindaco Daniela Montali e l'intera giunta: l'attuale segretario del pd cittadino Giovanni Brandoni, l'allora vicesindaco Antonio Moscatelli, Roberto Martarelli, Lorenzo Fabbri, Cristina Ciciani e Giulia Fanelli. Il Pm Gubinelli ancora non ha chiuso le indagini, che ruotano attorno alla convenzione stipulata dopo l'ok del consiglio comunale (solo 3 i voti contrari), sulla cessione alla parrocchia di Santa Maria in Castagnola del diritto di superficie sul monastero del 1100. Ma quell'area ha un vincolo indelebile, quello della destinazione pubblica.
Ora sarà la Magistratura a decidere sul destino degli indagati, potrebbero finire tutti a processo e rischiano da uno a quattro anni di reclusione.



Il chiostro di Chiaravalle

Questo è un articolo pubblicato il 29-11-2016 alle 10:10 sul giornale del 30 novembre 2016 - 2672 letture