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Ancona: presentato il movimento Azione Nazionale per difendere la Nazione e costruire l’alternativa a Renzi

6' di lettura 23/10/2016 - "Nel pieno rispetto della coalizione di liste civiche di cui faccio parte nel Comune di Falconara, ho deciso di promuovere Azione Nazionale a livello politico nazionale – dice l’Assessore ai Servizi sociali al Comune di Falconara Marittima Giorgia Fiorentini – per i tre motivi fondanti che porta avanti: cercare di riunire tutte le destre orfane di Alleanza Nazionale, rifondare un’alternativa politica nuova di centrodestra al grillismo e al renzismo, rimettere al centro dell’agenda politica la difesa della Nazione e della sovranità nazionale.

Non è un nuovo partito ma se dovesse essere necessario lo sarà. A febbraio faremo il nostro congresso nazionale e la decideremo. Noi oggi assistiamo al collasso della democrazia tramite un leaderismo esasperato, con i partiti ridotti a piccole sette per eleggere qualche deputato. Ma la Nazione è aggredita da speculazioni finanziarie ed economiche per mano straniera. I partiti devono tornare ad esistere con idee chiare e classi dirigenti degne di questo nome, almeno in quel centrodestra dove in tanti avevamo riposto fiducia e che ci ha indubbiamente delusi. Solo un centrodestra rinnovato e nazional popolare con un forte consenso elettorale può salvare la Nazione partendo proprio da votare NO con convinzione al referendum. Nel Comune di Falconara bisogna proseguire invece l’ottimo lavoro della coalizione civica che sostiene Brandoni.”

“Oggi una famiglia di Italiani che fa figli – dicono Marco Cingolani, dirigente provinciale Azione Nazionale già Consigliere Comunale a Castelfidardo e Domenico Basso, per tanti anni alla guida di Azione Giovani ad Ancona – è abbandonata a se stessa mentre continuano ad arrivare immigrati che spesso non sono rifugiati politici e che ci costano cifre oramai elevatissime. Non abbiamo più frontiere nazionali neanche per la nostra economia. La deriva laicista desertifica i valori nelle scuole con astruse teorie gender e il PD di Renzi è il garante delle banche e dei poteri forti. Il Job Act è l’esatto opposto dell’umanesimo del lavoro. A fronte di questo ci vuole una destra grintosa come Marine Le Pen ma capace di fare proposte concrete senza scadere nella demagogia elettorale. In Italia si sente la mancanza di una forza politica come il MSI prima e Alleanza Nazionale poi e Fratelli d’Italia è troppo chiusa per esserne l’erede definitivo. Ci vuole qualcosa di più sia nella proposta che nel contenitore.”

“Azione Nazionale vuole difendere le radici cristiane dell’Europa – dice il responsabile cultura Marco Ausili – paradossalmente proprio dall’Unione Europea. Un organismo sterile nella politica che non ha mai compattato le Nazioni membri ma anzi ne ha sempre acuito le divisioni. Un’unione burocratica incapace di rappresentare le identità forti del vecchio continente, unita solo da una moneta squallida e invadente come l’euro, oggetto fortunato solo per i grandi gruppi bancari e per la Germania della Merkel. Un’unione che svende i suoi crocefissi e i suoi campanili di fronte alle invasioni integraliste. Un’unione che sopprime le imprese e le famiglie impoverendo il ceto medio. Un’unione che mortifica la persona in una visione mercantilistica della vita. Un’unione che sopprime il radicamento a vantaggio del nomadismo. L’Europa o è Nazione o è incontro di nazioni sovrane: non può essere uno Stato burocratico senza nazione e senza sovranità. Non è per adesso: i fatti sono evidenti. Meglio allora rilanciare la Nazione Italia con la sua identità, la sua sovranità, la sua economia, un nuovo umanesimo del lavoro.”

“Azione Nazionale muove i suoi primi passi – conclude Giovanni Zinni fra i fondatori a livello nazionale e Coordinatore Regionale Azione Nazionale, già Consigliere all’Assemblea Legislativa delle Marche – nelle Marche partendo proprio dal suo Capoluogo Ancona. Stiamo aggregando diversi dirigenti e militanti provenienti da Alleanza Nazionale che non si sentono pienamente rappresentati dagli attuali partiti del centrodestra. Parteciperemo alle prossime sfide elettorali con nostri esponenti ma senza bramare poltrone: oggi ci interessa recuperare una sintonia con quegli elettori di destra delusi recuperando innanzitutto la credibilità delle nostra identità politica quale destra sociale, attraverso la militanza sincera e l’ascolto. Con un approccio metodico diverso: a livello parlamentare riteniamo che debba rinascere un partito di destra forte per difendere la Nazione ma a livello locale crediamo nella spontaneità dei territori. Fra i nostri esponenti di spicco nazionale ci sono gli On. Gianni Alemanno (che presto sarà con noi nelle Marche), Roberto Menia, Giuseppe Scopelliti ma anche leader più giovani come Fausto Orsomarso e Marco Cerreto. Doveroso cercare il ricambio di classe dirigente a patto che siano persone formate e volenterose. Alle elezioni comunali sosterremo o liste civiche da noi promosse o liste civiche già esistenti e consolidate. Per questo, ad esempio, ci sentiamo già rappresentati a Falconara Marittima, a Jesi e a Belvedere Ostrense dalla coalizione di liste civiche che sostengono gli attuali sindaci Brandoni, Bacci e Piccioni. L’importante sarà creare un’alternativa vera al sistema del PD in ogni comune. Oltre alla crisi nazionale le Marche vivono una crisi più profonda: il sistema clientelare del PD ha fatto sprofondare le Marche in una realtà chiusa e mal amministrata. Per la prima volta la sanità regionale sta entrando attraverso i tagli in una discesa verso il basso come evidenziato dall’aumento della mobilità passiva e dalla riduzione delle prestazioni sanitarie, oltre che dall’abbassamento dell’età media di morte per la prima volta dopo anni e anni. Il ritardo infrastrutturale ha devastato le nostre imprese così come la mancanza di investimenti, anche esterni alle Marche, nel turismo, unica fonte di lavoro potenziale per i prossimi anni. Per non parlare dell’immigrazione invadente che stiamo ingiustamente subendo abbandonati da un’Unione europea che fa danni pazzeschi come con le marinerie o gli agricoltori. In tema di sicurezza non ne parliamo. Per pudore, dopo la mia mancata rielezione nonostante migliaia di voti personali, ho preferito tacere in questi mesi ma oggi, a distanza di oltre un anno dal suo insediamento, mi sento di dire che il Consiglio regionale è tristemente invisibile. Nessuno percepisce niente e l’opposizione è modesta, forse proprio perché numericamente a prevalenza grillina o forse perché la disintegrazione del centrodestra ha consentito al PD di fare di tutto nell’ombra del palazzo? Ceriscioli non ha grinta e subisce passivamente i diktat di Renzi. Non c’è niente da fare: il PD, con le sue lotte intestine regionali soprattutto ad Ancona, ha indebolito il territorio. E’ ora di iniziare a costruire proprio dal territorio un’alternativa di governo diversa con tutti quelli che ci vogliono stare. Noi ci siamo.”

A cura della segreteria regionale di Azione Nazionale








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-10-2016 alle 16:52 sul giornale del 24 ottobre 2016 - 7746 letture

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