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Ancona: presi i due topi d'auto di palestre e piscine, danni e refurtiva per 70.000 euro

2' di lettura 13/10/2016 - Almeno cinquanta furti su auto parcheggiate di fronte a piscine e palestre. Ma potrebbero essere molti di più. A finire in manette per venticinque reati accertati nelle indagini andate avanti per gli ultimi sei mesi sono stati S.M., 23enne italiano di origine rom residente alle Brecce Bianche e D.G.A., 26enne di Chiaravalle.

Il primo a bordo di una Mini Cooper nera con tettuccio bianco e il secondo a bordo di una punto rossa si recavano nelle vicinanze di luoghi di aggregazione come la Cittadella, il Palabeach della Baraccola o la piscina di Ponterosso e cominciavano ad osservare i movimenti dei proprietari delle auto. Una volta lontani da occhi indiscreti agivano velocissimamente aprendo il nottolino della portiera anteriore sinistra con un "chiavino".

Una volta ricaduti i sospetti sui due, ben noti ai residenti del quartiere Brecce Bianche, i Carabinieri di quella stazione hanno ottenuto dalla Procura la possibilità di istallate sull'auto di S.M. un dispositivo di geolocalizzazione (Gps). Questo ha permesso agli inquirenti di scoprire gli spostamenti e gli atteggiamenti del sospettato anconetano.

Ad incastrarli definitivamente è stato però l'aver utilizzato una carta di debito rubata presso la filiale Unicredit di piazza Torricelli a Collemarino per prelevare 2000 euro e subito dopo per comprare scarpe, per un valore di circa 600 euro, in un negozio specializzato dell'Auchan.

Sono trenta i capi di imputazione attribuiti a S.M., mentre D.G.A. è accusato principalmente di ricettazione visto che è stato trovato in possesso di buona parte della refurtiva.
Il valore complessivo dei furti, unitamente all'ammontare dei danni accertati è stato stimato in circa 70.000 euro. Di questi, 32.000 sarebbero stati sottratti in un solo colpo sgraffignando la borsa di un'anziana signora che conteneva un anello di grande valore (mai ritrovato) e un porta assegni di Louis Vuitton poi recuperato a casa di D.G.A. e divenuto quindi prova schiacciante del suo coinvolgimento.

Il sostituto procuratore Ruggiero Dicuonzo che ha coordinato le indagini unitamente al Procuratore Elisabetta Melotti si è complimentato con il capitano Fabio Ibba del comando provinciale di Ancona per il ruolo fondamentale svolto dai Carabinieri nel combattere un reato che costituisce "motivo di grande allarme e disagio sociale". Veri e propri specialisti del furto con scasso, i due non sono mai stati colti in flagrante perché appena S.M. si accorgeva della presenza delle forze dell'ordine simulava qualche avaria all'auto.

Dal 10 ottobre si trovano entrambi presso la casa circondariale di Montacuto dopo che il Il gip del Tribunale di Ancona Antonella Marrone ha stabilito per loro il pericolo di reiterazione del reato. Tutta la refurtiva recuperata è stata o restituita ai leggimi proprietari.


di Enrico Fede
redazione@vivereancona.it

 







Questo è un articolo pubblicato il 13-10-2016 alle 12:48 sul giornale del 14 ottobre 2016 - 3620 letture

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