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Pesaro: sequestrati dall'inizio dell'anno oltre 11mila prodotti contraffatti

Sequestro merce contraffatta 3' di lettura 12/10/2016 - L’impegno della Guardia di Finanza di Pesaro nel contrasto al fenomeno del commercio di prodotti contraffatti ha portato, dall’inizio dell’anno, al sequestro oltre 11 mila prodotti contraffatti o non sicuri e alla segnalazione alle Autorità competenti di 39 soggetti.

Molte attività sono state svolte nel periodo estivo e, in modo particolare, in concomitanza degli eventi che hanno richiamato un maggior afflusso di persone presso le principali località della provincia pesarese, in cui hanno operato le Compagnie di Urbino, Pesaro e Fano.

Fra le ultime operazioni svolte nel comparto, si segnala un’attività che ha consentito di sottoporre a sequestro 292 imballaggi in legno contraffatti (c.d. “pallet”) con riferimento ai marchi registrati EPAL, IPPC/FAO – FITOK, di proprietà del Consorzio Servizi Legno Sughero (CONLEGNO). Tali “pallet” sono risultati non conformi ai requisititi di qualità e sicurezza richiesti dalla normativa vigente. In tale occasione le Fiamme Gialle pesaresi hanno accertato che l’azienda produceva e commercializzava abusivamente i pallet riutilizzando altri usati o danneggiati, senza rispettare le specifiche norme in materia che prescrivono l’igiene della merce trasportata per gli operatori del settore durante la movimentazione dei bancali. Per tali ragioni, il responsabile dell’attività è stato deferito alla locale Procura della Repubblica per i reati di contraffazione di marchi, introduzione in commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.

Per quanto attiene all’impegno della Guardia di Finanza nel periodo estivo, realizzato nell’ambito di un più ampio dispositivo di intensificazione di controllo del territorio voluto dall’Organo di vertice del Corpo e in linea con quanto disposto in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, si è proceduto al sequestro di complessivi 10.947 prodotti contraffatti o non sicuri. I prodotti contraffatti erano idonei, una volta posti in vendita, a trarre in inganno gli acquirenti che, seppure attirati dall’apparente qualità della merce recante marchi falsificati delle più note griffe, anche del made in Italy, sono spesso ignari del fatto che tali articoli non rispettano gli standard di sicurezza e costituiscono un potenziale pericolo per la salute del consumatore finale.

Inoltre il commercio di prodotti non genuini a prezzi più bassi di mercato produce forme di concorrenza “sleale” basate su minori costi di produzione provocando alle imprese che rispettano le regole un rilevante danno economico connesso alle mancate vendite con conseguenti perdite di posti di lavoro. Infatti la contraffazione alimenta la diffusione di un’economia criminale parallela che genera ulteriori illeciti quali lo sfruttamento della manodopera irregolare, la produzione di oggetti pericolosi e privi di quei requisiti di sicurezza (giocattoli per bambini), l’evasione fiscale ed il riciclaggio di denaro ottenuto dalla vendita. In realtà solo una piccola parte dei guadagni rimane nelle tasche dell'ultimo anello della filiera, rappresentata prevalentemente da cittadini extracomunitari.

Il Corpo della Guardia di Finanza si pone, quindi, quale sicuro punto di riferimento per i cittadini onesti e le imprese che rispettano le regole, condizione fondamentale per attrarre gli investimenti e rilanciare lo sviluppo e la crescita economica.








Questo è un articolo pubblicato il 12-10-2016 alle 11:18 sul giornale del 13 ottobre 2016 - 7252 letture

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