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Montelabbate: rifiuti, sequestrata area di 10mila metri quadri

Montelabbate: rifiuti, sequestrata area di 10mila metri quadri 2' di lettura 05/10/2016 - Sigilli alla vasta superficie utilizzata da una società esercente l’attività di preparazione di cantieri edili, escavazioni e sistemazione del terreno. I militari della Guardia di Finanza di Pesaro, nell’ambito dell’attività di controllo del territorio, hanno rilevato la presenza di ingenti quantitativi di materiali risultanti da demolizioni da edilizia privata ed industriale, quali lastre di cemento armato e fibrocemento, residui bituminosi e ferrosi, depositati in un terreno sito nel comune di Montelabbate, nel pesarese.

Gli inerti sono considerati, dalla normativa vigente in materia ambientale, veri e propri rifiuti che necessitano, per la lavorazione e lo smaltimento, di apposite autorizzazioni rilasciate dalla Provincia.

L’attività investigativa, svolta mediante numerosi sopralluoghi e opportuni approfondimenti tecnici, ha consentito di appurare che l’area era classificata catastalmente come “agricola” e che la società che la gestisce è priva delle necessarie autorizzazioni per la lavorazione, lo stoccaggio e lo smaltimento di scarti di lavorazione edile.

Alla società, infatti, sono state rilasciate le previste autorizzazioni per svolgere tali attività solo nelle aree adiacenti.

Pertanto i finanzieri, in collaborazione con la Polizia Provinciale di Pesaro e il personale tecnico dell’ARPAM, specializzato nell’analisi e classificazione dei rifiuti pericolosi, hanno sottoposto a sequestro l’area (di circa 10.000 mq) e segnalato alla locale Procura della Repubblica il rappresentante legale della società, G. G. di anni 22, per il reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

Lo stesso è stato inoltre segnalato al Comune di Montelabbate, che potrà ora disporre le necessarie operazioni per la rimozione, l’avvio a recupero o lo smaltimento dei rifiuti e intimare al trasgressore il ripristino dello stato dei luoghi al fine di evitare la contaminazione del suolo.

Le attività descritte rientrano nel dispositivo di contrasto ai traffici illeciti che la Guardia di Finanza pone in essere anche a tutela della salute del cittadino e dell’ambiente.








Questo è un articolo pubblicato il 05-10-2016 alle 12:17 sul giornale del 06 ottobre 2016 - 1342 letture

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