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Ancona: due arresti per usura ai danni di una dipendente di Palazzo del Popolo

2' di lettura 05/10/2016 - L’usura ad Ancona? Un fenomeno in preoccupante crescita. Dall’arresto dell’8 agosto si è registrato un nuovo caso. Una donna, madre di quattro figli, impiegata comunale, dopo il divorzio si era indebitata al punto di non riuscire a restituire 400 euro, non potendo rivolgersi più alle banche in seguito al pignoramento dello stipendio.

Abitando nello stesso quartiere doveva aver sentito spesso il nome di Florindo Di Rocco (30 anni) come figura in grado di risolvere la questione. Proprio lui infatti risultava essere l’arrestato dell’8 agosto. Messo ai domiciliari, non potendo muoversi, aveva usato la moglie Iasmina Achim (28 anni) come tramite per il recupero crediti, standosene comodamente a casa ad accudire le due figlie e facendo pressioni telefoniche alla donna – infischiandosene della prescrizione che non gli consentiva di telefonare – con minacce del tipo “Paga perché così non va bene”. Negli ultimi due anni la vittima avrebbe sborsato ai suoi aguzzini 5.000 euro, pagando somme di 500 euro ogni fine mese. Se non riusciva a pagare l’interesse aumentava (fino ad arrivare al 150%), rendendo di fatto impossibile estinguere il saldo iniziale. Solo leggendo sui giornali dell’arresto di Di Rocco la vittima avrebbe deciso di rivolgersi alla stazione Carabinieri di Brecce Bianche, attivando le indagini che in una decina di giorni sono culminate con l’arresto in flagrante degli indagati il 29 settembre. Iasmina Achim stava infatti uscendo dagli uffici del Palazzo del Popolo – dove riusciva ad eludere la recentemente implementata sicurezza dichiarando di avere appuntamento con la vittima – quando è stata bloccata dagli uomini dell’Arma con i soldi in mano. Per il coordinatore dell’indagini, il Sostituto Procuratore Rosario Lionielo, sarebbero entrambi responsabili. Lui vera e propria mente usuraia che impartiva alla vittima ordini su come e quando effettuare il pagamento e lei mero strumento per ottenere il denaro. Il Gip, condividendo pienamente le risultanze investigative, ha convalidato gli arresti. Florindo Di Rocco è quindi passato dai domiciliari al carcere di Montacuto, mentre Iasmina Achim è stata posta ai domiciliari. Per entrambi si resta in attesa del processo in cui dovranno rispondere dei reati di usura, estorsione e minacce.


di Enrico Fede
redazione@vivereancona.it

 







Questo è un articolo pubblicato il 05-10-2016 alle 12:33 sul giornale del 06 ottobre 2016 - 883 letture

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