Operazione "Ça Bon 2", un anconetano tra i 24 arresti all'interno di un'organizzazione criminale

Polizia generico 2' di lettura 10/06/2016 - C’è anche un anconetano tra i ventiquattro arresti dell’operazione "Ça Bon 2", considerati coinvolti in due associazioni criminali dedite al traffico di stupefacenti e alle rapine. Si tratta di un pregiudicato albanese 33enne.

A prendere Renato Xhani, mercoledì mattina all’alba, gli uomini della Squadra Mobile di Ancona dopo un appostamento di alcune ore nei pressi della sua abitazione. L’uomo è stato condotto presso il carcere di Montacuto, dove dovrà rimanere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente. L’operazione, condotta con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo e con la collaborazione delle Squadre Mobili di Ancona, Cuneo, Padova, Prato e Viterbo ha visto la partecipazione di un centinaio di poliziotti appartenenti ai reparti investigativi ed ai reparti speciali della Polizia di Stato. La base logistica dell’organizzazione era costituita dal litorale romano.

I suoi componenti avrebbero operato con disinvoltura soprattutto nelle aree a più elevata densità di cittadini stranieri, anche se avrebbero agito su tutto il territorio nazionale, dalla Puglia, al Piemonte passando per le Marche e la Toscana e contando su numerosi appoggi e connivenze. Nel corso delle investigazioni sono stati rinvenuti e sequestrati in più occasioni circa 350 kg di marijuana, 500 g di cocaina, due pistole con matricola abrasa e due pistole di importazione clandestina, oltre a lampeggianti e pettorine della Polizia di Stato utilizzate per simulare controlli e agevolare le attività predatorie nei confronti dei malcapitati.

Negli ultimi due anni sarebbero state altre ventidue le persone considerate coinvolte ad essere arrestate. Si tratta infatti della prosecuzione della precedente indagine Ça Bon che aveva consentito, nel gennaio del 2014, di arrestare altri albanesi ritenuti responsabili dell’importazione dal loro Paese di oltre 800 kg di marijuana nascosti all’interno di un blocco di roccia.


di Enrico Fede
redazione@vivereancona.it

 





Questo è un articolo pubblicato il 10-06-2016 alle 16:03 sul giornale del 11 giugno 2016 - 1739 letture

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