Accordo di cooperazione per la creazione della Rete Antiviolenza territoriale di Ancona

Violenze 4' di lettura 07/06/2016 - Mercoledi 8 giugno 2016, dopo tre anni dall’avvio del percorso di costruzione della rete antiviolenza territoriale di Ancona sarà sottoscritto, presso la Prefettura di Ancona, l’Accordo di Cooperazione tra tutti gli Enti e le Istituzioni che hanno aderito a tale importante strumento di condivisione e collaborazione per la prevenzione e il contrasto di tutte le forme di violenza di genere contro le donne e i minori.

Il percorso della costruzione della rete antiviolenza territoriale nasce da una stretta collaborazione tra il Centro Antiviolenza Donne e Giustizia di Ancona e la Consigliera di Parità della provincia di Ancona che, dopo aver elaborato il progetto di intervento, ha avviato e coordinato tutte le azioni e le attività necessarie, ivi compreso l’elaborazione della bozza di accordo che si andrà a firmare. Nel mese di aprile del 2015, dopo due anni di seminari formativi, incontri di sensibilizzazione e di costruzione di buone prassi nonché di costruzione dei materiali di lavoro congiunto, è avvenuto il passaggio di consegne e di coordinamento all’Assessorato ai Servizi Sociali e Pari Opportunità del Comune di Ancona.

L’intero percorso progettuale è stato condiviso, fin dal suo esordio (luglio 2013), con la Procuratrice della Repubblica di Ancona, D.ssa Elisabetta Melotti che, da subito, ha fornito il suo prezioso supporto, per l’attivazione della rete antiviolenza territoriale.

Questo primo importante traguardo, sottolinea la Consigliera di Parità per la provincia di Ancona, D.ssa Pina Ferraro Fazio, rappresenta un importante segnale per il territorio e uno strumento di lavoro congiunto che possa permettere, prima di tutto, una migliore e più agevole circolazione delle informazioni e uno scambio più fluido delle prassi di intervento di ogni singolo Ente e Istituzione che, pur nella propria specifica “mission”, si possa rendere disponibile a fornire il supporto necessario nel percorso di uscita dalla violenza delle vittime e garantire una migliore e più accurata risoluzione delle situazioni problematiche.

Contrastare un fenomeno così complesso, che esiste da secoli, rende improcrastinabile l’impegno congiunto e di raccordo con/tra tutte le istituzioni e tutte le persone che di quelle istituzioni sono rappresentanti, onde mirare alla totale eliminazione della violenza contro le donne e i minori.
In questa ottica è fondamentale, sottolinea la D.ssa Pina Ferraro Fazio, ricordare a tutti/e noi che la violenza contro le donne è un fenomeno che riguarda tutti e tutte e riguarda ancor più chi ha il compito, per il proprio specifico ruolo istituzionale, di prevenirla e contrastarla.

Non si può omettere di ricordare, purtroppo, che il femminicidio è l’estrema conseguenza delle varie forme di violenza che subiscono le donne. Violenze che, spesso, non vengono denunciate, per paura o per vergogna o, ancora, perché non si conoscono bene le leggi e i servizi che possono fornire un aiuto concreto.
La violenza di genere contro le donne è una violazione dei diritti umani. E’ del 1993 la definizione dell’ONU della violenza contro le donne che recita: “La violenza fatta alle donne designa tutti gli atti di violenza fondati sull'appartenenza al sesso femminile, che causano o sono suscettibili di causare alle donne danno o delle sofferenze fisiche, sessuali, psicologiche e che comprendono la minaccia di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica sia nella vita privata".

“Come consigliera di parità, pertanto, impegnata nel contrasto di ogni forma di discriminazione di genere – di cui la violenza maschile alle donne rappresenta una delle forme più perniciose - non posso esimermi di continuare il percorso avviato già nel 2013, e contribuire efficacemente nel porre in essere azioni concrete e condivise con altri soggetti istituzionali e non”.
“Il contrasto alla discriminazione e alla violenza di genere, infatti, richiede la mobilitazione di una pluralità di strumenti e attori sociali che si impegnano ad affrontare il problema da più punti di vista: giuridico, economico, psicologico, culturale e sociale. In questo contesto è fondamentale avviare/implementare la formazione di operatori/trici, nonché mettere a punto procedure condivise di supporto e accoglienza/ascolto delle vittime, onde fornire quel necessario aiuto nel processo di empowerment materiale e morale e che permetta loro di acquisire capacità e risorse adeguate per fuoriuscire dalla violenza.

Il coordinamento tra servizi, per un’azione condivisa e sinergica sui vari fronti che la violenza coinvolge, è l’unico salvavita su cui può contare una donna e, non meno importante, un/a operatore/trice che deve fronteggiare questo complicato e complesso fenomeno.


da Pina Ferraro
consigliera di Parità Effettiva della Provincia di Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-06-2016 alle 20:04 sul giornale del 08 giugno 2016 - 845 letture

In questo articolo si parla di politica, lite, violenze, pina ferraro, consigliera di pari opportunità

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/axRb





logoEV
logoEV