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Assistenza domiciliare indiretta, Pergolesi: 'La Regione privilegia strutture esterne e cooperative'

Romina Pergolesi 2' di lettura 10/05/2016 - La consigliera regionale Romina Pergolesi (M5s) replica in aula alla Vicepresidente Casini “risposta inadeguata e irrisoria”.

“Un Presidente che ha a cuore i propri cittadini dovrebbe puntare sull’Assistenza Domiciliare Indiretta, in un’ottica di gestione efficace delle risorse finanziarie e di tutela della Salute e della vita delle persone colpite da gravi disabilità; al contrario, la regione Marche sembra perseguire una politica che privilegia l’istituzionalizzazione che favorisce di fatto pochi a scapito del servizio, dei pazienti e del pubblico erario.” Così la Consigliera regionale Romina Pergolesi (M5s) commenta la risposta alla sua interrogazione sull'Assistenza Domiciliare Indiretta, fornita oggi in aula dalla vicepresidente della Giunta regionale Anna Casini.

Nel quesito discusso in apertura di seduta la consigliera, rivolgendosi all'esecutivo, sottolineava "la mancata piena erogazione del servizio" e chiedeva il rispetto del diritto della persona affetta da disabilità di poter scegliere tra un'assistenza fornita a casa, da un familiare o da un operatore esterno, e un'assistenza diretta erogata in una struttura.Un diritto di opzione che a suo parere non viene tutelato per una serie di motivazioni, tra queste la mancanza di informazioni chiare e trasparenti. "Quanti cittadini sanno che le leggi prevedono espressamente l'assistenza domiciliare autogestita? – ha replicato la Pergolesi – La Regione dovrebbe garantire l'autodeterminazione, la partecipazione, la trasparenza ai cittadini toccati dalle problematiche legate alla disabilità e alla non autosufficienza".

Secondo la Pergolesi le scelte fatte dalle altre regioni vanno in tutt’altra direzione. "In Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna i disabili che decidono di fare vita indipendente o i familiari che vogliono accudire i loro cari non autosufficienti hanno a disposizione budget da gestire in autonomia fino a 5mila euro al mese. Cosa fa la Regione Marche? Sceglie di istituzionalizzare senza nessuna possibile giustificazione se non la necessità di soddisfare interessi particolari e ben poco trasparenti, infatti le rette che la regione paga alle strutture possono raggiungere e superare anche i 300 euro al giorno, oltre 9000 euro al mese, per ogni singolo ospite a fronte di un assegno per l'assistenza indiretta di appena 200/300 euro mensili a chi sceglie l’assistenza indiretta! I fondi ci sono e nonostante il numero elevato di soggetti bisognosi è possibile ponderare le risorse e coprire gli interventi in favore di tutti.”

Conclude la consigliera “la volontà politica del PD di non stanziare i fondi necessari per poter permettere di scegliere liberamente il tipo di assistenza più adeguato alle esigenze individuali, costituisce una grave violazione dei diritti sanciti da norme regionali , nazionali e sovranazionali”


da Romina Pergolesi
Consigliere regionale M5S





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-05-2016 alle 19:50 sul giornale del 11 maggio 2016 - 1217 letture

In questo articolo si parla di politica, romina pergolesi, consigliere regionale, Movimento 5 Stelle

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