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Omicidio Ismaele Lulli, Igli e Marjo in silenzio davanti al giudice

Igli Meta e Marjo Mema 1' di lettura 10/03/2016 - Durante l'incidente probatorio svolto presso il Tribunale di Urbino nel pomeriggio di mercoledì 9 marzo, si sono entrambi avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del giudice e del pm Irene Lilliu, Igli Meta e Marjo Mema, gli indagati per l'omicidio di Ismaele Lulli, avvenuto nel mese di luglio dello scorso anno a Sant'Angelo in Vado.

Confermate dunque le dichiarazioni rese in precedenza, Igli Meta si era dichiarato colpevole dell'omicidio, pur affermando che non ci fosse alcuna premeditazione, mentre Marjo Mema aveva dichiarato di aver solamente dato una mano all'amico a ripulire la zona. A tal proposito, una dichiarazione spontanea resa da Meta durante l'interrogatorio di ieri allegerirebbe ulteriormente la posizione di Mema, "Non posso confermare che Marjo mi abbia detto poco prima che uccidessi Ismaele 'se vuoi ammazzalo'. Forse non l'ha detto, non ricordavo bene".

Il PM Irene Lilliu dal canto suo oltre a ritenere l'omicidio premeditato, ha anche contestato a Igli l'aggravante della tortura, tesi supportata da una perizia medica sul corpo di Ismale che ha evidenziato alcune coltellate al torace ricevute prima del colpo mortale alla gola.

A questo punto, concluse le indagini, i processi si separeranno, in quanto Meta, difeso dall'avvocato Salvatore Asole, chiederà di essere processato con rito abbreviato mentre Mema, difeso dall'avvocato Umberto Levi, sceglierà il rito ordinario.






Questo è un articolo pubblicato il 10-03-2016 alle 00:12 sul giornale del 10 marzo 2016 - 882 letture

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