counter
SEI IN > VIVERE MARCHE > POLITICA
articolo

Fano libera dall'amianto: arriva il Sottosegretario all'Ambiente

2' di lettura
694

Da sinistra: Camilla fabbri, Massimo Seri, Silvia Velo

Prima città delle Marche ad aver bonificato tutti gli immobili di proprietà pubblica: un milione e quattrocentomila euro investiti nell'impresa. La polizia municipale ha effettuato 121 controlli tra i privati mentre si contano 115 casi di intossicazione tra il 1996 e il 2015.

Giunge da Roma, in ritardo, l'onorevole Silvia Velo: ad attenderla nella palestra Venturini la senatrice pesarese Camilla Fabbri e il sindaco Seri insieme agli assessori Mascarin e Fanesi. Deve presentare "Report Amianto", ovvero la cronistoria dei lavori grazie ai quali Fano diventa il primo Comune marchigiano senza eternit.

Ben 176 tonnellate di fibrocemento rilevate sul territorio e smantellate in soli due mesi, da novembre a gennaio, con l'aiuto di aziende specializzate. "Siamo la prima città della Regione ad aver completato la bonifica dell'amianto in tutti gli immobili pubblici e terzi in Italia, dopo Bari e Padova, per fondi stanziati dal Governo" precisa Seri.

Materiale vietato all'estrazione e al commercio sin dal 1992, il suo uso privato è rimasto legale fino al 2004. Nell'elenco dei siti pericolosi, spiega Renzo Brunori dell'ufficio ambiente, spuntano 25 case coloniche, 28 fabbricati e 7 scuole, oltre ai "casi" più importanti: Palasport Allende (488mila euro il costo totale dei lavori), palestra Venturini ed ex mattatoio, ecomostro finalmente demolito.

Per la Venturini, nello specifico, il bando è scaduto il 7 settembre e i lavori sono stati affidati alla Doma srl di Sant'Angelo in Vado che, dal 9 novembre al 23 dicembre, ha rimosso 7,8 tonnellate di eternit dai 600 metri quadri del tetto: "Quello che ci preme ribadire - osserva l'ingegnere Caiterzi dell'ufficio tecnico - è aver ridotto al minimo gli incarichi professionali esterni, fattore che ci ha permesso di risparmiare almeno centomila euro".

Tuttavia, un territorio non può essere completamente bonificato finché i residenti restano esclusi dal monitoraggio: la polizia municipale ha effettuato 121 controlli nel 2015, trovando 53 tonnellate nelle proprietà private: "Di questi - illustra il comandante Giorgio Fuligno - 61 controlli hanno portato alla rimozione totale, 15 alla bonifica e 28 sono ancora oggetto di monitoraggio".

Accade troppo spesso, infatti, che l'esposizione prolungata a tali fibre, lasciate incustodite in un terreno agricolo o privato, possa causare gravi e incurabili danni alla salute: "Nell'area vasta 1, dal 1996 al 2015, sono stati accertati 115 casi di intossicazione da amianto - spiega Massimo Agostini, dirigente di prevenzione Asur -, soprattutto fra le categorie operaie che lavorano in forni e raffinerie e tra gli impiegati edili, considerati i più vulnerabili a queste sostanze".



Da sinistra: Camilla fabbri, Massimo Seri, Silvia Velo

Questo è un articolo pubblicato il 18-02-2016 alle 20:32 sul giornale del 19 febbraio 2016 - 694 letture