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Scoperte le onde gravitazionali, anche dieci ricercatori di Urbino nel team della “scoperta del secolo”

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onde gravitazionali

Le onde gravitazionali, teorizzate da Albert Einstein cento anni fa, esistono: sono state osservate, rilevate e verificate da un team di ricercatori internazionali riuniti nel progetto Ligo. Anche dieci scienziati dell’Università degli Studi di Urbino hanno fatto parte del team che ha fatto quella che si può sicuramente definire "la scoperta del secolo" nel campo della fisica.

L'annuncio ufficiale è arrivato in due conferenze stampa organizzate in contemporanea a Washington, negli Stati Uniti, e a Cascina (Pisa), sede dell'esperimento Virgo. Si tratta di una delle scoperte più importanti degli ultimi decenni nel campo della fisica, perchè va a confermare la teoria della relatività generale di Einstein e fornisce la prima prova diretta dell'esistenza dei buchi neri. Ma sopratutto perchè apre un nuovo, immenso campo di ricerca, un nuovo mondo tutto da esplorare, le cui conseguenze non possiamo nemmeno immaginare.

Detto in parole povere, le onde gravitazionali sono delle increspature nello spazio-tempo, il tessuto di cui è composto l'universo, concetto teorizzato da Einstein per descriverne la struttura a quattro dimensioni: lunghezza, larghezza, profondità e tempo. Il movimento di oggetti con una grande massa provoca una deformazione nello spazio-tempo, cioè le onde gravitazionali. In teoria tutti i corpi dotati di massa generano queste increspature, anche se infinitesimali. Solo i corpi con una massa veramente enorme sono però in grado di generare onde che possono essere rilevate ed osservate dagli strumenti attuali. Per questo gli scienziati hanno tentato invano per decenni di captarle e provarne l'esistenza.

Le onde gravitazionali sono state ora osservate dagli interferometri dell'esperimento Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory). Le onde sono state osservate contemporaneamente lo scorso 14 settembre dai due osservatori Ligo in Louisiana e nello stato di Washington, negli Stati Uniti. I dati sono stati poi analizzati tra Usa e Europa, coinvolgendo anche l'esperimento Virgo, un rilevatore simile al Ligo ma di dimensioni ridotte che si trova a Cascina, in provincia di Pisa, gestito dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dal Cnrs francese. I responsabili del progetto hanno spiegato che le onde rilevate sono state prodotte dalla fusione di due buchi neri con 29 e 36 volte la massa del nostro Sole, avvenuta circa 1,3 miliardi di anni fa.



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Questo è un articolo pubblicato il 12-02-2016 alle 00:54 sul giornale del 12 febbraio 2016 - 1832 letture