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Cervi in pericolo nell'alta valle dell'Esino, un video per conoscerli e salvarli

Cervo, Vivere Ambiente 2' di lettura 29/01/2016 - Con un peso che negli esemplari maschi adulti supera abbondantemente i 200 kg, il cervo è l’animale più grande della fauna terrestre italiana. Una sorpresa trovarlo sui nostri monti e soprattutto un’impresa documentare la sua presenza cercando di non arrecare alcun disturbo.


Avremmo utilizzato le immagini per condividerle e commentarle con gruppi di appassionati naturalisti di tutta Italia, come facciamo di solito, se non fosse che sulle tracce del cervo abbiamo trovato una situazione disastrosa, che ne sta seriamente minando la sopravvivenza.

Varie spade di Damocle gravano sulla testa della colonia, prima fra tutti il bracconaggio.
Ci sono persone senza scrupoli che si aggirano pressoché indisturbate all’interno delle aree protette, armate e spesso con cani al seguito; si dirà che in fondo queste persone stavano solo attraversando quelle aree e non cacciando il cervo, ma a questa versione sinceramente crediamo poco o niente e comunque l’agire in questo modo rappresenta una situazione del tutto illegale che non può essere tollerata.

Anche le battute di caccia al cinghiale, non sappiamo se lecite o meno, sono sovente ai margini delle zone di salvaguardia con cani che, ovviamente non conoscendo il concetto di confine, si spingono abbondantemente dentro le aree protette; è chiaro come tutto questo rappresenti un grande stress per la fauna selvatica, in particolar modo per il cervo, timido ed elusivo per natura e strettamente legato al suo territorio.

Riteniamo che queste violazioni siano un affronto non solo all’ambiente, ma a tutti coloro che la caccia la esercitano correttamente, nei termini previsti dalla legge.

Ulteriore motivo di disturbo sono alcuni fuoristrada che sia di giorno che di notte risalgono i sentieri fino a transitare le zone di pascolo montano (cosa rigorosamente vietata) da cui il cervo trae il suo sostentamento. Poi cosa vadano a fare quelle jeep sarebbe tutto da verificare….. anche se un’idea ce la siamo fatta ed è strettamente correlata a quanto sopra esposto.

Concludiamo con le stesse parole che chiudono il video; se non ci sarà una ferma presa di posizione da parte delle autorità preposte al controllo del territorio e una politica di ampliamento delle aree di protezione, quelli che vedrete nel video rischiano di essere gli ultimi cervi delle montagne fabrianesi….. e allora almeno rimarranno le immagini per le generazioni future.


   

dagli Organizzatori







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-01-2016 alle 10:00 sul giornale del 30 gennaio 2016 - 1516 letture

In questo articolo si parla di ambiente, attualità, caccia, jesi, Vallesina, cervo, pericolo, cervi

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