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comunicato stampa

Riforma Sanità, Fratelli d'Italia non ci sta: "Si rischia lo spopolamento delle aree interne"

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Martedì (12 gennaio) è uscito il parere della Commissione Sanità Regionale deliberato il giorno prima, tra le proteste dei cittadini e dei sindaci di vasti territori delle Marche.

La Vicepresidente della Commissione Sanità Elena Leonardi, di Fratelli d'Italia, evidenzia l'arrogante comportamento del Pd che ha mostrato una chiusura totale alle istanze dei territori dimostrandolo nella seduta di lunedì (11 gennaio) quando nemmeno i Sindaci sono stati ammessi per essere ascoltati.

La Leonardi difatti aveva proposto di far entrare in Commissione i sindaci che protestavano contro questa riforma, al fine di sentire le loro ragioni, ma la maggioranza si è dimostrata irremovibile. Mentre di fuori gridavano insulti e si manifestava con urla nei confronti della Giunat Regionale e del suo Presidente, all'interno i tecnici illustravano i cambiamenti che sarebbero stati votati con l'approvazione della Delibera n. 1183/2015.

Ulteriore proposta della Leonardi a questo punto è stata quella di ragionare con più calma, considerato l'impatto che questa riforma avrebbe sul sistema sanitario regionale, proponendo di riunire la commissione più volte nell'arco del mese al fine di lavorare tutti per migliorare le carenze ed evitare storture pericolose, ma la proposta è stata anch'essa bocciata dal Pd.

Il contentino dato a qualche consigliere di maggioranza relativo ad un periodo di transizione da Case della salute a Ospedali per Cure Intermedie è a dir poco avvilente. La trasformazione delle cosiddette Case della Salute in Ospedali di Comunità con la declassificazione dei posti letto di lungodegenza in posti letto per cure intermedie favorirà la Sanità Privata a discapito di quella pubblica, senza un adeguata razionalizzazione della materia.

Le problematiche derivanti dalla riorganizzazione dei Punti di Primo Intervento, con chiusura negli orari notturni, potrebbero vedere scoperta l'assistenza in caso di contemporanea uscita del Mezzo di Soccorso e del Medico della continuità assistenziale. E tutto ciò viene soltanto demandato nel tempo senza una efficace risoluzione del problema. Questo mette a rischio l'incolumità dei pazienti che in caso di urgenza potrebbero recarsi nei Punti di Primo Intervento non sapendo che in essi potrebbero trovare nessun tipo di assistenza.

Bocciato anche il documento che la Leonardi ha presentato ufficialmente alla Commissione Sanità nel quale si evidenziavano le storture e le anomalie di questa "riforma". Innanzitutto con le previsioni della Delibera 1183/2015 vengono ridotti di un numero pari a 790 i posti letto per acuti nella regione e vengono trasformate ben 13 strutture ospedaliere di tutto il territorio regionale in cosiddette “Case della Salute”. La Delibera è stata poi messa in atto senza preventivo parere della Commissione dalla Dirigenza Asur che ha definito gli “Ospedali di comunità” modificando nella sostanza le 13 strutture ospedaliere che la Delibera 735 del 2013 indicava come "Case della Salute".

Nel documento presentato ufficialmente dal Vicepresidente Leonardi si affermava che il legare tagli e riassetti operativi ad obiettivi di budget aziendale è a dir poco indecoroso nonché rischioso e mette a repentaglio la sicurezza di cittadini marchigiani. Ribadiamo dunque il forte rischio dell'ulteriore spopolamento di aree dove invece è necessario il mantenimento di servizi essenziali sanitari e sociali pena l’aumento del rischio idrogeologico, dell’impoverimento e dell’aumento di carico demografico concentrato in limitate zone della Regione Marche.

Sulla sanità regionale si è chiusa un altra brutta pagina voluta da Ceriscioli e dal Pd a danno dei cittadini marchigiani.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-01-2016 alle 16:36 sul giornale del 13 gennaio 2016 - 666 letture