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comunicato stampa

SMI e SNAMI sull’Adeguamento delle Case della Salute tipo C, 'Il regalino di Natale alla sanità regionale'

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Tagli sanità

I Sindacati della Medicina Generale SMI e SNAMI della Regione Marche vogliono far sapere alla popolazione di questa Regione del bel regalino, giunto proprio la vigilia di Natale, fatto a tutti noi, operatori sanitari e pazienti, dai vertici regionali.

Il 22 dicembre la Giunta Regionale ha approvata con urgenza la delibera N° 1183 sull’Adeguamento delle Case della Salute tipo C per definirne gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza che le stesse Case della Salute debbono fornire con particolare riguardo ai reparti di ricovero ( Posti Letto di Cure Intermedie) al loro interno.

La delibera contiene dettagliatamente garanzie per l’emergenza/urgenza anche nelle zone disagiate (zone montane), la revisione ed il potenziamento delle sedi di Guardia Medica per garantire l’assistenza nei Reparti di ricovero, l’implementazione della rete 118 e Guardia Medica, sempre allo scopo di garantire la presenza medica 24 ore su 24 in questi presidi oltre che al compito primario di intervenire nelle emergenze territoriali.

Fin qui nulla da eccepire, ma nella stessa delibera si allega uno schema delle postazioni 118 e Guardia Medica che non sembra proprio rispondere ai principi enunciati in premessa, non basta: il 24 dicembre l’ASUR Marche vara la Determina N° 915 sulla distribuzione delle postazioni, dimostrando una solerzia ed una fretta che non avevamo mai visto nella gestione amministrativa di questa Regione e che alla luce dei risultati erano sicuramente degne di miglior causa.

Ed ecco il risultato : la guardia medica perde una postazione nel distretto di Fano, Senigallia, Jesi, Fabriano, Ancona, Macerata, Fermo, mentre ne guadagna 3 ad Ascoli che era da sempre in gravissima carenza, la riduzione dei Medici di Guardia nel momento in cui viene loro affidato il gravoso compito aggiuntivo di farsi carico di reparti di degenza raggiunge il massimo della “lungimiranza” nella Casa della Salute di Montegiorgio dove la guardia viene dimezzata ( da 2 unità ad 1), sempre nel sud della regione lo spostamento di una sede fa si che tutta la vallata dell’Aso non abbia più una postazione dalla costa fino a Comunanza, ma neanche Chiaravalle e Sant'Elpidio a Mare se la cavano meglio visto che anche per loro i Punti di Primo Intervento saranno aperti solo di giorno gestiti da Medici di Famiglia e Guardia Medica.

Veniamo al 118, è vero che vengono incrementate le postazioni, ma con delle POTES cosiddette JOLLY, che debbono intervenire in caso tutte le auto mediche siano impegnate, e vengono tutte posizionate all’interno dei Pronto Soccorso Ospedalieri, contemporaneamente le POTES di Matelica e Porto San Giorgio diventano a “mezzo servizio”, cioè il medico 118 sta di giorno a Matelica e di notte al Punto di Primo Intervento Ospedaliero di San Severino, mentre quello di Porto San Giorgio sta in postazione solo di notte mentre di giorno sarà posizionato all’interno del Pronto Soccorso di Fermo, in questo modo oltre 50 chilometri di costa, da Civitanova a San Benedetto, non avranno più un’auto medicalizzata con un aumento dei tempi di soccorso sulla costa e sull’autostrada non calcolabili viste le difficoltà di circolazione a Fermo nelle ore di punta .

In conclusione il preteso potenziamento della Sanità Territoriale si è risolto con una diminuzione dei Medici di Guardia, uno spostamento dei medici del 118 dal territorio ai Pronto Soccorso Ospedalieri, un aumento imprevedibile in termini quantitativi e qualitativi dei compiti aggiuntivi per i medici del 118 e della Guardia Medica, una diminuzione dei posti letto sembra addirittura 55 nel pesarese.

E’l’ennesima beffa per l’ Emergenza 118, si parla di riorganizzazione della rete dell’emergenza ma la determina 915 del 24/12/2015 si interessa esclusivamente del coinvolgimento “ pesante “del personale 118 nella gestione dei Pronto Soccorso, nessun richiamo al coinvolgimento del Settore Emergenza nella gestione preventiva, organizzativa ed operativa delle maxiemergenze, nella collaborazione con iniziative della Protezione Civile, nella formazione ed informazione ai volontari della Sanità ed ai cittadini tutti. Nessun accenno all’ improprio coinvolgimento negli interventi di soccorso richiesti da natanti oltre le tre miglia dalla costa, senza verosimile opportuna copertura assicurativa per i medici 118 convenzionati, senza specifico addestramento per operare in mare aperto e senza considerare i tempi di rientro a terra lunghissimi, tanto ripetutamente denunciato dai medici 118 e dalle rappresentanza sindacale di settore. Di fatto si sta dando il via ad una operazione di annullamento del servizio di medicalizzazione territoriale.

Noi non ci stiamo a lasciar usare ancora una volta il 118 come “tappabuchi “ del sistema del pronto Soccorso e del Distretto. Il ruolo del medico del 118 è, per analogia, come quello del vigile del fuoco che deve esistere indipendentemente “dal numero delle case che disgraziatamente bruciano” e la sua efficacia ed efficienza è tempo dipendente e non può essere imbrigliata in lacci e laccioli nello stand-by così come stabilisce la recente determina regionale che non si preoccupa nemmeno dei tempi di recupero di cui chi opera nell’emergenza territoriale ha necessità per la propria sicurezza e quella altrui ed al contrario lo inserisce prepotentemente in un sistema miope e “tritacarne”.

I medici ringraziano del “REGALINO” e avvertono la popolazione ed in particolare i Sindaci che se la strada della Sanità Marchigiana continua ad essere solo e sempre quella dei tagli economici, non ci sarà più alcuna garanzia per nessuno.

Presidente SNAMI MARCHE Vice Segretario SMI MARCHE
dr. Fabrizio Valeri dr.ssa Maria Paola Volponi



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-01-2016 alle 15:39 sul giornale del 05 gennaio 2016 - 1073 letture