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F.P. C.G.I.L., 'Amministrazione regionale assolutamente inaffidabile'

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sanità

Il Governatore Ceriscioli ha dichiarato che la Regione Marche è, per la prima volta, al primo posto in Italia per la Sanità, usando i dati del 2013.

E' stato subito smentito da un’indagine dell’Istituto di ricerca economica e sociale Demoskopika, pubblicata il 31/12/2015, elaborata in conformità a precisi indicatori: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, quota di rinuncia a curarsi per le liste d’attesa, spesa sanitaria, quota famiglie soggette a spese socio-sanitarie e quota famiglie impoverite a causa di spese socio-sanitarie.

Insomma, la musica cambia se il parametro adottato per la misura, si fonda, come giusto che sia, sull’ascolto del giudizio espresso da chi, utenti, il servizio sanitario lo riceve, o meglio, lo dovrebbe ricevere.

Proprio l’indicatore “famiglie impoverite”, espresso in termini percentuali, circa le famiglie residenti, ha evidenziato un impoverimento a causa delle spese sanitarie (farmaci, case di cura, visite specialistiche, cure odontoiatriche, etc.) pari allo 0,3%, circa due mila famiglie.

Ebbene, dal quadro che emerge dalla mappatura sull’efficienza sanitaria nelle regioni italiane, 7 realtà regionali risultano “sane”, 5 “influenzate” e 8 “malate”. E la Regione Marche risulta tra quelle “influenzate”, altro che al primo posto.

Addirittura, il punteggio del 2014 già registrava un trend in netta diminuzione rispetto al 2013, come del resto era facilmente prevedibile stante il massacro delle risorse destinate ai servizi sanitari e alla riduzione del personale sanitario.

La tecnica è proprio quella dell’autoreferenzialità per quest’amministrazione regionale, in altre parole evitare e proibire ogni coinvolgimento, condivisione e partecipazione.

Come nel caso delle relazioni sindacali e della Contrattazione nelle Aree Vaste.

Appena insediatosi, Ceriscioli ha firmato il Protocollo d’Intesa Programmatico con C.G.I.L. C.I.S.L. U.I.L. sulla qualità della partecipazione del confronto, che aveva proprio il compito di “rafforzare e migliorare le relazioni sindacali, il confronto e la contrattazione, a cominciare dal ruolo fondamentale delle RR.SS.UU., favorendo un adeguato e sostanziale decentramento delle relazioni, nel rispetto del C.C.N.L. e della L.R. n.13/2003, al fine di accompagnare efficacemente la delicata fase della riorganizzazione”.

Si è rimangiato tutto Ceriscioli, e con la legge regionale blitz n.25 votata alla vigilia di Natale da ben 14 Consiglieri Regionali del P.D. (Biancani, Bora, Busilacchi, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Talè, Traversini, Urbinati e Volpini) ha illegittimamente tolto – contravvenendo alla normativa statale vigente - la titolarità della Contrattazione delle 5 Aree Vaste alle rispettive RR.SS.UU. e ai rispettivi Direttori.

Uno scippo in piena regola, senza precedenti, ai diritti dei lavoratori.

Un danno incalcolabile per la dignità, i diritti e le conquiste dei lavoratori delle Aree Vaste.

Anche per la dignità e i diritti dell'utenza delle Aree Vaste, perché un'Area Vasta senza la propria Contrattazione, avrà conseguenze pesantissime anche per la qualità, la tenuta e la sicurezza dei servizi essenziali erogati all'utenza.

Forse Ceriscioli puntava proprio a questo, togliere la parola alla verità e al vero valore, cioè ai cittadini, come ai sindacati, per raccontare che è il più bravo, e al primo posto.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-01-2016 alle 15:43 sul giornale del 05 gennaio 2016 - 2062 letture