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Ancona: con il calendario 2016 della Polizia arriva il reparto Antiterrorismo

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“Ci stiamo impegnando per offrire un Natale sereno a cittadini e commercianti”. Questo il messaggio di auguri del questore di Ancona, Oreste Capocasa. E fa sentire certamente più sicuri l’arrivo nel capoluogo di otto – presto dieci – uomini, addestrati dai Nocs, a comporre il nuovissimo reparto delle Unità Operative di Primo Intervento.

Si tratta di un corpo speciale, attivo sul territorio dal 5 dicembre, che andrà ad affiancare le Volanti – e sarà quindi coordinato da Cinzia Nicolini – in servizi mirati antiterrorismo. Sono pronti a risolvere qualunque situazione critica, dai cecchini appostati sui tetti ai folli che si barricano nelle scuole con degli ostaggi. Una decisione del Ministero che sembra aumentare il livello di sicurezza percepito dai residenti. Per i nuovi agenti un equipaggiamento speciale: due mezzi Land Rover blindati e modificati per resistere a colpi di Kalashnikov e armi Ump, lunghe calibro 9 ad elevato volume di fuoco e dotate di puntatore laser di massima precisione e torcia. Come dispositivi di sicurezza personale: giubbotto antiproiettile a piastre ed elmetto rinforzato. Gli equipaggi sono composti da quattro persone.

Ma la scoperta di questo potenziamento è anche collegata alla volontà della Polizia di passare con la cittadinanza le Feste, presentando il calendario 2016. Gli scatti, tutti realizzati dall’alto, con un punto di vista zenitale, sono realizzati da Massimo Sensini, il fotoreporter che per primo fotografò l’auto esplosa di Giovanni Falcone. In apertura le parole del capo della Polizia, Alessandro Panza: “Riuscire a modificare il proprio punto di vista, nella vita come nel lavoro, costituisce un esercizio prezioso che regala a chi lo compie una visione nuova nelle cose, sempre istruttiva, e in qualche caso persino sorprendente”. I soggetti ripresi sono sempre poliziotti, durante varie azioni. Nella realizzazione il corpo ha trovato un partner in Unicef per sostenere “Sud Sudan – protezione per i bambini vittime dell’emergenza umanitaria”, che garantisce protezione e istruzione di base ai bambini sfollati. Grazie a questa collaborazione, dal 2001 ad oggi sono stati complessivamente raccolti oltre due milioni di euro e completati diversi progetti, di cui alcuni a sostegno dell’infanzia e contro lo sfruttamento dei minori in Benin, Cambogia, Congo, Guinea e Repubblica Centro Africana.

Intanto proseguono i controlli sul territorio, con cento persone fermate nei trentasei posti di blocco negli ultimi tre giorni. L’intenzione è quella di intensificarli fino al 25 dicembre.





Questo è un articolo pubblicato il 19-12-2015 alle 14:53 sul giornale del 21 dicembre 2015 - 778 letture