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I laboratori analisi in presidio davanti alla Regione

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I laboratori analisi di nuovo in presidio davanti alla Regione. Estrema ratio dell’inusuale, assordante silenzio della nuova amministrazione regionale targata Luca Ceriscioli, che, in questo, e nonostante le promesse elettorali, non si è dimostrata sin qui diversa dalla precedente.

Lo faranno martedì 15 dicembre ad Ancona, a partire dalle 9,30, mandando una loro delegazione sugli usci di Palazzo Raffaello e Palazzo Leopardi, nel giorno del consiglio e della sessione di bilancio. Il tentativo è quello di aiutare il Governatore a fare un passo ufficiale nei loro confronti, informando, finalmente, sul destino delle 50 strutture convenzionate e gli oltre 300 dipendenti che vi lavorano. Un decorso per ora avvolto nel mistero che coinvolge anche le migliaia di pazienti che si rivolgono ai laboratori per le prestazioni sanitarie.

Anche in questo 2015, i laboratori privati hanno fornito gratuitamente alla comunità marchigiana il 50% delle prestazioni da loro complessivamente erogate ogni anno, nel contesto del servizio sanitario regionale: la Regione rimborsandone , arbitrariamente, solo la metà.

Sempre per quest’anno, Palazzo Raffaello aveva stabilito 1.300.000 di analisi richieste ai laboratori privati. Un numero che prescinde completamente dalla realtà, visto che i pazienti marchigiani ne richiedono ai laboratori privati più di 3 milioni. Una situazione che va avanti da anni e che ora non è più sostenibile.

In queste settimane, poi, la brutta novità è stata rappresentata dall’attivismo di una nota multinazionale austriaca (che opera nel settore) nei confronti dei Laboratori Analisi delle Marche. Il tentativo, andato per ora fallito, sembrerebbe quello di comprare ad una ad una le strutture disseminate sul territorio. Secondo alcune indiscrezioni, la multinazionale, di proprietà di una holding con sede in Lussemburgo, avrebbe disponibilità di investimento per 150 milioni di euro.

Quali sarebbero le reali intenzioni di questo soggetto economico estero ? Ma quali soprattutto le intenzioni di Ceriscioli che pure in campagna elettorale si era dichiarato contrario a cambiare un sistema che, sono le sue parole “funziona bene” ?

“La frustrazione nostra e di chi lavora con noi è grande”, si sfoga Stefania Pellei (Federbiologi)- . “Chiediamo anzitutto chiarezza e la chiedono anche i pazienti. Si vuole forse un sistema con “poche grandi strutture che desertifichino di presidi sanitari le zone meno abitate dell’entro terra in virtù di un risparmio solo virtuale ? Scelta non condivisibile e dannosissima che forse Ceriscioli non ha avuto il coraggio di comunicare a noi e ai pazienti”.

“Di fronte a tutto questo – precisa Dario Arcagni (Anisap) – vorremmo finalmente un’assunzione di responsabilità della Regione che deve avere il coraggio di far conoscere a noi e ai cittadini che fine faranno i servizi finora garantiti dalle nostre strutture, in molti casi gratuitamente e nel pieno rispetto dei principi che reggono la convenzione”.

“Stupiti, amareggiati ma, soprattutto, preoccupati per l’immediato futuro”. Le parole sono di Nicola Marchionni (Federlab), che , stigmatizza l’atteggiamento della nuova amministrazione, definendolo “del tutto inedito, per la totale mancanza di comunicazione con la nostra categoria. Mai tanto ignorata come ora. Chiediamo immediata chiarezza. Per Ceriscioli sarebbe un primo accenno al mantenere le promesse elettorali fatte e, forse, un minimo di aderenza allo stile che sembrava aver palesato, al momento della sua candidatura”.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2015 alle 19:15 sul giornale del 15 dicembre 2015 - 442 letture