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Jesi: aveva picchiato e rapinato un autista del bus, marocchino arrestato dai carabinieri

Carabinieri 2' di lettura 12/12/2015 - La mattina del 5 dicembre un autista di linea della Sacsa aveva subito un'aggressione dapprima verbale poi fisica perché aveva sorpreso un extracomunitario a bordo senza biglietto.

L'uomo colto in fallo prima aveva preso ad insultarlo, poi alla vista della macchina fotografica con cui l'autista lo stava fotografando, lo aveva aggredito colpendolo con calci e pugni e prima di scappare gli aveva rubato la macchina fotografica.

L'autista non si è arreso e lo ha rincorso aiutato da altri che avevano assistito all'accaduto, costringendo l'extracomunitario in fuga ad abbandonare lungo il tragitto la macchina fotografica.

Per questo brutto episodio, l'autista aveva sporto denuncia ai carabinieri di Jesi.

Ricevuta la denuncia, i militari del Nucleo Radiomobile, agli ordini del Maresciallo Roberto SCARPONE e diretti dal Ten. Maurizio DINO-GUIDA, sulla base delle fotografie fornite, hanno avviato una meticolosa attività investigativa, che ha permesso di scoprire l'autore dell'aggressione: IDYOUSS Mohamed, 34 anni, marocchino clandestino con ( un provvedimento di espulsione a carico e con numerosi precedenti.

Verificate le risultanze, comparate le foto scattate con quelle inserite nell'archivio in dotazione, avuta certezza delle sue responsabilità, i militari hanno iniziato una vera propria caccia, cercando l'autore nei punti nevralgici di Jesi.

Dopo alcuni avvistamenti nei giorni successivi alla rapina, alcuni tentativi di catturarlo non andati a buon fine, già dalle prime ore di venerdì stato organizzato un vero e proprio blitz tra le abitazioni abbandonate tra via Roma e via Asiago.

Il  marocchino, dopo essere sfuggito alla cattura per ben due volte consecutive, nel tardo pomeriggio di venerdì è stato bloccato da un equipaggio composto dall'App. Luciano FABBRI e dal C.re Antonio CARONE. Nel tentativo di sottrarsi alla cattura,  non solo ha usato violenza e resistenza nei confronti dei carabinieri ma ha anche dato false indicazioni sulla propria identità personale.

Condotto in caserma per più approfonditi accertamenti, il marocchino, peraltro formalmente riconosciuto dai testimoni come l'autore dei fatti  del 5 dicembre, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per rapina ed accusato anche di violenza e resistenza a P.U. e per false dichiarazioni sulla propria identità personale.

Dopo il fotosegnalamento,  è stato trattenuto nelle camere di sicurezza del Comand jesino, come disposto dal PM di turno, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 12-12-2015 alle 21:01 sul giornale del 14 dicembre 2015 - 765 letture

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