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Senigallia: picchiate dai mariti, due ragazze incinta trovano rifugio alla Caritas

1' di lettura 02/12/2015 - La settimana scorsa, nelle stesse ore in cui si celebrava la giornata contro la violenza sulle donne, alla Caritas di Senigallia bussavano due donne, a distanza di 24 ore l'una dall'altra. Entrambe in avanzato stato di gravidanza, entrambe nigeriane, entrambe accompagnate da un parroco dell'entroterra senigalliese.

Sono arrivate al centro di accoglienza del Portone in piena notte. Sconvolte, con il pancione e un sacerdote che le accompagnava. La stessa scena si è ripetuta per due giorni di fila alla Caritas di Senigallia, prima con una ragazza di nemmeno 30 anni e poi con una di neanche 25 anni.

Gli operatori della Caritas si sono presi cura delle due donne, hanno prestato loro la prima accoglienza e le hanno nascoste dalla violenza dei loro mariti in un posto sicuro.

Le due donne hanno poi denunciato alle forze dell'ordine i mariti.

"Accogliere donne vittime di violenza - racconta Giovanni Bomprezzi della Caritas - è una cosa che qui al Centro di Accoglienza succede praticamente tutte le settimane. In un anno su oltre 50 donne che hanno il coraggio di fuggire di casa e rifugiarsi alla Caritas circa il 70% sono straniere. Purtroppo solo il 30% di loro ha il coraggio di denunciare il marito alle forze dell'ordine. In media le italiane denunciano di più, probabilmente perché hanno un'alternativa, come tornare a casa dei genitori. Purtroppo la maggior parte di loro non denuncia e invece torna dal marito.

Devo a malincuore registrare che queste violenze sono in aumento. Una delle cause potrebbe essere la crisi economica che crea disperazione ed esaspera gli animi spingendo molti uomini alla violenza".






Questo è un articolo pubblicato il 02-12-2015 alle 10:15 sul giornale del 03 dicembre 2015 - 1342 letture

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