Salvataggio Banca Marche: Cisl, 'La continuità è garantita'

2' di lettura 23/11/2015 - "La continuità operativa di Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti è garantita" — così Giulio Romani, Segretario Generale FIRST Cisl, commenta l'entrata in vigore del decreto legge 183/2015 e dei provvedimenti correlati di Banca d'Italia.

"Ci rassicura — continua Romani — la tempestività con cui i commissari straordinari delle quattro banche hanno garantito la continuità di tutti i rapporti di lavoro nelle "bridge bank": una scelta di buon senso, che riconosce come lo spirito di abnegazione, quotidianamente dimostrato dai lavoratori, abbia scongiurato fenomeni di fuga di clienti che avrebbero prodotto conseguenze facilmente immaginabili. Giova inoltre ricordare come i lavoratori, sottoponendosi a sacrifici economici, abbiano concretamente contribuito alla riduzione dei costi operativi a fronte di situazioni gravissime prodotte dalle amministrazioni succedutesi nel tempo".

"Il personale che collaborerà con l'unica bad bank creata, pur essendo alle dipendenze delle quattro good bank, potrà contribuire a realizzare un valore maggiore rispetto a quello delle attività deteriorate conferite. Su questo punto — conclude Romani — sarà necessario che le Autorità facciano chiarezza. Infatti non essendo stati utilizzati soldi pubblici per le risoluzioni delle crisi, sarebbe opportuno che, in caso di complessivi maggiori realizzi, venisse previsto un rimborso parziale per i detentori di obbligazioni subordinate e di azioni che, attraverso l'azzeramento dei relativi valori, hanno consentito la notevole riduzione dei bad loans conferiti nella bad bank. Tale decisione andrebbe assunta almeno per le azioni e le obbligazioni subordinate detenute da investitori non istituzionali. Siamo infatti convinti che, come avvenuto per la Società di Gestione di Attività — SGA — nata nel 1996 per salvare il Banco di Napoli, l'ipotesi di un valore di realizzo superiore alle iniziali aspettative non sia affatto inverosimile".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-11-2015 alle 18:15 sul giornale del 24 novembre 2015 - 1151 letture

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La CISL che esprime parlamentare a destra e sinistra nonché consiglieri regionali e comunali a fine carriera fa finta di niente e non parla delle responsabilità del sindacato che sapeva, perché non poteva non sapere, quello che succedeva nella vecchia banca delle marche ma per ottenere buoni contratti integrativi e carriere più veloci per i propri sodali nascondeva la testa sotto la sabbia come lo struzzo. E' vero non è solo colpa della CISL. In banca delle marche c'erano anche CGIL, UIL, FABI, FALCRI , ... ma almeno quest'ultime sigle per ora sono state zitti speriamo facendo riflessione all'interno di loro circa il ruolo da avere quando si difende lavoratori del credito ma anche gestore dei risparmi di tanti cittadini indifesi.




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