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comunicato stampa

Educazione di genere. Il PD a confronto con Valeria Fedeli: “Generare una cultura di pace e rispetto”

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Ripensare il modello della formazione e della didattica nelle scuole, stimolando la cultura della parità tra uomo e donna e il superamento degli stereotipi di genere, al fine di contrastare ogni forma di violenza o discriminazione, che muove dalla mancanza del riconoscimento di pari dignità tra i sessi e del rispetto reciproco.

È questo il senso ultimo del disegno di legge che vede come prima firmataria la Vice Presidente del Senato, Valeria Fedeli, intervenuta ieri sera all’iniziativa organizzata dal PD Marche a Potenza Picena, in collaborazione con il circolo PD locale, proprio sul tema dell’educazione di genere.

“Si avvicinava il 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne – ha ricordato la senatrice –, e invece di contare, come ogni anno, le donne uccise, abbiamo deciso di lavorare sulla prevenzione, attraverso la formazione nelle scuole. Da qui, il deposito del disegno di legge. Un mese dopo, è iniziato il dibattito sulla riforma della buona scuola e alla Camera si è deciso di introdurre qui, finalmente, l'opportunità di affrontare nelle scuole il rispetto e la parità di genere. Anche perché – ha marcato Fedeli – è proprio la discriminazione verso la donna che, avendo una matrice trasversale profonda, genera tutti gli altri tipi di discriminazione.

È utile conoscere – ha, quindi, evidenziato la Vice Presidente– che Camera e Senato, all'unanimità, nel 2013 hanno votato la legge che acquisisce la Convenzione di Istanbul nell'ordinamento italiano. Uno straordinario trattato che contrasta ogni violenza sulle donne e sui diritti umani, una delle più importanti piattaforme di costruzione democratica della società civile. In particolare – ha spiegato la senatrice – l’articolo 14 della Convenzione prevede l’introduzione nei programmi scolastici di materiali didattici su temi quali la parità tra uomo e donna, i ruoli di genere non stereotipati, il rispetto reciproco, la soluzione non violenta dei conflitti interpersonali, la violenza contro le donne basata sul genere e il diritto all’integrità personale. Rispettare l'altro – ha sottolineato, infine, Fedeli – significa riconoscere la dignità di ciascuno, per evitare o risolvere rapporti conflittuali e generare una cultura di pace”.

Ad introdurre il dibattito, di fronte ad un’attenta e nutrita platea, il segretario regionale del PD Marche, Francesco Comi. “È responsabilità di ciascuno studiare ed approfondire e responsabilità anche del PD garantire la massima informazione su un tema tanto importante come questo per evitare semplificazioni, strumentalizzazioni e manipolazioni inopportune – ha detto il segretario riferendosi alla diffusione della pericolosa e pretestuosa associazione della ‘teoria gender’ al progetto educativo della buona scuola del Governo Renzi. Ciò di cui discutiamo – ha aggiunto Comi – è l’uguaglianza di tutte le donne e di tutti gli uomini, senza alcuna distinzione (sesso, razza, cultura, religione, ceto sociale…). È compito delle istituzioni garantire l’uguaglianza sostanziale rimuovendo tutti gli ostacoli che ne impediscono il pieno sviluppo. Per garantire questo principio, munito di presidio costituzionale (art. 3), è necessario non disconoscere, ma tutelare le differenze. Quando ciò non avviene nascono le discriminazioni e, quindi, le varie forme di violenza. La scuola – ha, quindi, concluso il segretario – deve aggiornare i propri percorsi formativi e didattici per educare le nuove generazioni al rispetto delle differenze”.

Di educazione di genere come tema dirimente per l’evoluzione della società ha parlato il senatore Mario Morgoni, intervenuto al dibattito. “Questa sera affrontiamo un argomento complicato e delicato – ha sottolineato il senatore –, ma è proprio su temi come questo che si determina la qualità della convivenza civile e l'idea stessa di società, che pone una scelta tra regredire o progredire. Le questioni, al di fuori di ogni speculazione – ha aggiunto Morgoni –, devono essere affrontate in modo serio, perché alto è il rischio di degenerazione se si segue la politica dell'odio. È questo il ruolo sacrosanto della politica: risolvere problemi e non alimentare paure”.

Un’iniziativa, dunque, quella del PD Marche, coordinata dal segretario del circolo PD di Potenza Picena, Enrico Garofolo, che ha voluto essere occasione di confronto tra sensibilità diverse, per portare la riflessione sulla parità di genere ad una dimensione condivisa, che è quella affettiva, dove l’unica cosa che conta è il rispetto della dignità umana, svincolato da stereotipi o pregiudizi di sorta.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-10-2015 alle 17:49 sul giornale del 26 ottobre 2015 - 780 letture